Il Tirreno

Grosseto

La Paffetti come Rossi «Rinuncio allo stipendio»

di Claudia Della Verde
La Paffetti come Rossi «Rinuncio allo stipendio»

Il sindaco si allinea al presidente della Regione per spingere lo Stato a mantenere gli impegni presi con le popolazioni colpite dall’alluvione

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ORBETELLO. «A partire da questo momento, anche io, Monica Paffetti, non percepirò l’indennità sindacale che mi spetterebbe di diritto, per essere più vicina ai miei concittadini. Un segnale che spero possa spronare e sollecitare chi sta a Roma, eletto da me e da voi tutti, a portarci risposte».

Questa la decisa presa di posizione del primo cittadino lagunare, la quale, seguendo a ruota l'azione del governatore della Regione, Enrico Rossi, auspica di poter smuovere le coscienze ai piani alti della politica sulla questione dei fondi da destinare alle vittime dell'alluvione di novembre. Un gesto, quello della rinuncia al proprio stipendio, sicuramente simbolico, ma di grande impatto, che sottolinea la volontà di intraprendere qualsiasi strada percorribile a fianco della popolazione investita dai disastrosi eventi naturali.

«Condivido il gesto del presidente Rossi di spingere ulteriormente il Governo a prendere una posizione chiara e ferma per quanto riguarda i territori alluvionati – annuncia la Paffetti - Credo che gli Enti locali abbiano la necessità di portare avanti gesti siffatti per spronare il Parlamento e i neo eletti a fare pressioni sul Governo per ottenere ciò che spetta a territorio come il nostro, martoriato dagli eventi alluvionali, ci sia qualcosa che non va».

Nella convinzione che i sindaci, e tutti gli enti, siano propositivi nello spingere il Governo ad apporre la propria firma sul decreto del presidente del consiglio dei ministri, che attribuirebbe al presidente Rossi il ruolo di commissario per l’emergenza alluvionale, la sindaca prosegue «Una firma che consentirà l’utilizzo del 25% dei fondi stanziati, pari a un totale di circa 110 milioni di euro, anche per portare risposte ai privati e alle aziende. La gestione di un’amministrazione è cosa complicata, difficile e impegnativa già nei momenti a regime ordinario e quando subentrano problematiche dovute ad eventi di calamità naturale, quali ad esempio l’alluvione del 12 novembre, un piccolo comune come il nostro, da solo, non può farcela. Abbiamo atteso, fiduciosi, che lo Stato ci portasse le risposte che avremmo meritato e che aspettavamo, invano. Questo silenzio assordante da parte delle più alte Istituzioni dello Stato ha fatto sì che fossero necessarie azioni e segnali importanti, perentori».

Ultimi punti affrontati nella sua comunicazione sono la manifestazione del prossimo 25 marzo, a cui lo stesso medico orbetellano ha deciso di aderire nella duplice veste istituzionale e cittadina, ed un ulteriore invito alla collaborazione tra tutti i partiti presenti sul territorio, a prescindere dall'ideologia politica che li differenzia. «Sarà un altro momento importante e necessario, proprio per sottolineare, per chi non le avesse ancora comprese o stia facendo finta di non comprenderle, le esigenze e i bisogni del territorio. Credo sia il momento di lasciarsi indietro le parole e cominciare ad agire, tutti. Prego chi della mia amministrazione vorrà essere presente, di esserlo a prescindere e al di fuori degli equilibrismi politici, senza cercare visibilità: un invito a lasciare da parte le differenze di colore, di visione politica, per portare avanti l’unico obiettivo possibile, la rinascita della nostra comunità».

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