Trasporti
Ippodromo, il rischio è il tribunale
Follonica Corse e Cavalli sul piede di guerra: «Abbiamo investito 50 milioni per una possibile cattedrale nel deserto»
FOLLONICA. La Follonica Corse e Cavalli sul piede di guerra: le risposte dal Comune tardano ad arrivare e dalla concessionaria dell’impianto ippico iniziano a parlare di tribunali e risarcimenti danni. Cinquanta milioni di euro, ecco a quanto ammonta l’investimento a cui ha dovuto far fronte la Follonica Corse e Cavalli per costruire l’enorme centro ippico sulla Sarzanese. Cinquanta milioni di euro che nelle condizioni in cui oggi verte quella struttura difficilmente rientreranno nelle tasche di chi ha avuto in concessione il terreno dal Comune di Follonica.
Cinquanta milioni che pesano come una spada di Damocle su quella struttura, che rischia di diventare una cattedrale nel deserto finendo al centro di azioni legali che durerebbero anni ed anni, dove il Comune rischierebbe di perdere un sacco di soldi. Tutto questo se non verrà modificata la vecchia convenzione con l’amministrazione, dove si rilega il centro all’ippica e comunque al mondo del cavallo. Fino ad oggi la Follonica Corse e Cavalli era stata la grande assente nell’acceso dibattito che da qualche mese a questa parte si è aperto sulla grave situazione in cui verte il nuovo ippodromo.
Non una parola dopo il sequestro da parte della Procura di Grosseto delle 167 foresterie, così come nessuna dichiarazione all’indomani della consegna da parte degli inquirenti di 61 avvisi di garanzia (fine dicembre scorso), metà dei quali arrivati ad amministratori locali. Silenzio totale: lo scambio di battute sulla modifica della convenzione è sempre stato tra la Sistema Cavallo (società che gestisce attualmente la parte sportiva dell’impianto) e il Comune. Adesso dalla Fcc, parlano e nelle dichiarazioni nulla viene lasciato al caso. Dalla società spiegano che chi ha in mano il centro si sta impegnando per renderlo funzionale aprendo anche ad altre manifestazioni sempre inerenti al settore ma diverse dal trotto (il salto ad ostacoli per intendere). «Queste attività non vengono ancora supportate da una visione lungimirante delle amministrazioni pubbliche locali, che stanno ancora rimandando le necessarie revisioni ai piani convenzionali risalenti al lontano 2003 – dicono dalla società attraverso una nota – La Fcc ha prodotto dal dicembre 2011 ben 4 piani industriali che possano supportare il lavoro di revisione e possano dare un indirizzo alle amministrazioni pubbliche, di come promuovere le convenzioni conseguenti nel rispetto delle normative». Dalla società dicono di aver chiesto al Comune di Follonica anche la nomina di un responsabile del procedimento di revisione, che possa fare da intermediario, ma che ancora non è arrivata nessuna risposta.
«La trasformazione di un investimento privato di oltre 50 milioni di euro - sostengono poi – in una risorsa per il territorio dovrebbe essere l’interruttore che accende i riflettori sull’urgenza degli interventi e ogni rimando porta all’allontanarsi dall’obiettivo. Non vorremmo avere una cattedrale nel deserto, lasciando alle aule del tribunale una soluzione che penalizzerebbe ogni attore della vicenda».
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