Sicurezza
«Fermate lo scempio di alberi in città»
Il presidente di Italia Nostra Grosseto contro “potatura selvaggia”: «In via della Pace è in atto l’ennesima devastazione»
GROSSETO. «Basta con il massacro di alberi a Grosseto!». Michele Scola, presidente della Sezione di Grosseto di Italia Nostra, non va per il sottile: dopo aver denunciato più volte quella che per lui è “la malagestione” del verde cittadino da parte del Comune, stavolta picchia duro, indignato _ spiega _ per quel che sta accadendo da qualche giorno lungo via della Pace.
«L’amministrazione comunale sta irresponsabilmente facendo scempio degli alberi ornamentali della città», attacca Scola. «Alberi abbattuti senza una ragione plausibile, sfregiati da potature micidiali, sconvolgendone le chiome con tagli senza criterio, senza rispetto per le stagioni, senza alcuna cognizione scientifica di quello che si sta facendo».
Il presidente di Italia Nostra ce l’ha in particolare con le «frequentissime capitozzature», che mutilano alberi maestosi «riducendoli a miserabili monconi ignudi». Eppure, dice Scola, «da oltre trent’anni, eminenti studi specialistici e numerosi seminari hanno chiarito che le capitozzature costituiscono una pratica nociva per la salute e la sopravvivenza degli alberi».
Così – dice Scola – gli alberi non possono più offrire i loro doni più importanti alla città: «L’ossigenazione dell’aria, la protezione dall’inquinamento e dai rumori, l’ombra e la frescura estiva, la difesa dai venti» e non ultima la gradevolezza del paesaggio urbano.
Per Scola a Grosseto questo scempio è routine. E «l’ultima prodezza» ne è dimostrazione: quello che accade in questi giorni in via Della Pace: «Lungo un tratto di questa arteria _ scrive Scola _ erano stati piantati, alcuni anni fa, dei filari di Prunus Nigra, un bellissimo albero ornamentale caratteristico per il fogliame rosso scuro, e per la sua ricchissima, festosa fioritura rosa primaverile. Uno spettacolo capace di rallegrare chiunque ami la natura. L’evento, tuttavia, non poteva sfuggire ai cultori della motosega che hanno in appalto la cura del verde pubblico di Grosseto, i quali subito sono intervenuti e a colpi di motosega, nell’arco di poche ore, hanno sfregiato i poveri alberi, abbattendone i rami già in fiore. Uno scempio inaudito, gravissimo per la salute dell’albero in piena ripresa vegetativa e oltraggioso» verso il paesaggio.
Ma c’è di più: «Un attivista di Italia Nostra, che, di passaggio, aveva chiesto agli autori del massacro in atto le ragioni del loro operare, veniva accolto a male parole. Secondo colui che dirigeva l’operazione, quegli alberi sorgevano su un terreno pubblico, dunque erano di proprietà del Comune, e perciò il cittadino non aveva titolo per venire a “rompere”».
Per Scola un episodio che mostra la «mentalità padronale» di chi governa o gestisce la cosa pubblica. Compreso il verde cittadino, sul quale Italia Nostra chiede «un intervento da parte dalle varie autorità competenti in materia» per fermare «un danneggiamento del patrimonio pubblico invasivo e persistente».
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