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Grosseto

Diffamazione sul web Tre massetani a giudizio

Diffamazione sul web Tre massetani a giudizio

Un altro processo per Gabriele Galeotti e il sito palazzodellabbondanza.it Sono stati querelati dal presidente degli architetti anche Ovi e De Paoli

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MASSA MARITTIMA. Le pagine web di palazzodellabbondanza.it sono di nuovo al centro di un procedimento giudiziario. Lunedì, davanti al giudice Sergio Compagnucci, si apre un processo per diffamazione che vede imputati l’autore dell’articolo “Loschi individui in Provincia di Grulleto” e due persone che sempre su internet, il giorno successivo, avevano commentato tale articolo.

Diffamazione in concorso è l’ipotesi di accusa che il sostituto procuratore Alessandro Leopizzi ha mosso nei confronti dell’architetto Gabriele Galeotti, che del sito era proprietario, e di altri due massetani molto conosciuti anche perché esponenti di spicco del movimento Massa Comune, Roberto Ovi, ex consigliere comunale, e Oscar Giuseppe De Paoli, coordinatore del movimento. La persona offesa è Pietro Pettini, presidente dell’Ordine degli architetti di Grosseto nonché dirigente del settore ambiente della Provincia, che già due anni fa si era costituito parte civile per un altro articolo (del 2008) per il quale Galeotti (unico imputato) aveva patteggiato.

Quello che lunedì va in discussione era invece comparso il 16 febbraio 2011. Secondo la querela, si faceva riferimento a un villaggio turistico da costruire e a uno strumento urbanistico da redigere per legittimarne la realizzazione. Veniva anche messa in discussione la decisione presa dalla composizione della commissione giudicatrice formata da “Pettesi” e “Lucia”, con l’incarico assegnato a un terzo architetto, consigliere dell’Ordine, che avrebbe eseguito ordini già presi. I termini usati non erano elogiativi, le critiche erano pesanti e in “Pettesi” Pettini riconobbe se stesso. Il presidente dell’Ordine lamenta che si sarebbe voluta ingenerare nel lettore la convinzione che quella selezione sia stata «una farsa a mezzo di una commissione addomesticata, che la commissione è stata compiacente e si piegò agli ordini degli amministratori del Comune facendo vincere l’architetto», come riporta la querela.

De Paoli è stato citato in giudizio perché avrebbe firmato un commento del 17 febbraio (in cui si faceva riferimento a «furbetti del quartierino» che avrebbero dimostrato disprezzo delle leggi). Ovi è stato citato per il commento di quello stesso 17 febbraio in cui, prendendo spunto da un immaginario sogno, veniva riferita una presunta illegittimità nei permessi rilasciati dai vertici del settore ambientale della Provincia, cioè da Pettini.(p.s.)

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