Toscana
Sindacalisti e lavoratori per il saluto al 44enne
GROSSETO. «Ora ballerai il più bel valzer davanti a Dio. Ora che sei libero da quegli incubi che ti hanno reso la vita impossibile». Le parole di Linda e Giordano, amici della scuola di ballo Odissea...
GROSSETO. «Ora ballerai il più bel valzer davanti a Dio. Ora che sei libero da quegli incubi che ti hanno reso la vita impossibile». Le parole di Linda e Giordano, amici della scuola di ballo Odissea 2001 raccontano il dolore e la sospensione che hanno accompagnato il funerale, ieri mattina, dell’uomo che si è ucciso martedì pomeriggio nel corridoio dei garage del suo palazzo.
In prima fila c’era la vedova, stretta tra i suoi familiari e i fratelli del quarantaquattrenne. Don Desiderio Gianfelici non parla di lavoro, non ripete dall’altare il dramma di un uomo che ha avuto paura di perdere dignità e certezze. Parla d’amore, invece, di quell’amore che passa attraverso le parole del libro delle Lamentazioni, quell’amore che porta al perdono e soprattutto alla verità. Verità che è fatta dall’uomo nella sua dimensione e nel suo cambiamento continuo.
Il dramma della vita che diventa morte e del dolore che si scioglie nell’amore. Parla di questo don Gianfelici dall’altare, parla alla vedova, l’unica che con i suoi singhiozzi e il suo pianto accompagna il silenzio di una messa alla quale nessuno avrebbe voluto partecipare. Lui, a 44 anni, ha deciso di togliersi la vita. Lei ora ha il compito di continuare ad amarlo. «Ti voglio bene nella tua bellezza e nella tua fragilità, nella leggerezza mentre danzi e ora nella tua staticità», dice il parroco. Un’ala della chiesa della Santa Famiglia è dipinta dell’arancione delle felpe dei ballerini dell’Oasi 2001. Loro conoscevano bene quella leggerezza, l’avevano vista tante volte sulle punte dei piedi del loro amico. La stessa leggerezza che ieri non potevano sentire le donne della Mabro, che si sono presentate alla messa con la vestaglia azzurra addosso, la stessa che indossa la vedova, cassaintegrata anche lei e nemmeno l’imprenditore Giancarlo Scarpellini, titolare della Big Mat, che tante volte durante la celebrazione ha abbassato gli occhi pieni di lacrime.
Di fronte a un uomo che si toglie la vita per paura di perdere il lavoro non poteva non presentarsi tutta la segreteria della Cgil, con Lorenzo Centenari e Claudio Renzetti insieme ai rappresentanti di categoria. Mancava il sindaco Emilio Bonifazi, e qualcuno, sul sagrato, di quell’assenza ha anche chiesto. Solo una domanda, prima di applaudire il feretro accompagnato poi al cimitero di Sterpeto. Ora, dove il lavoro non serve più, il quarantaquattrenne forse ballerà. Con la leggerezza con la quale ha attraversato i suoi 44 anni.
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