La manifestazione
Scontro mortale sulla Senese: a giudizio
Nell’incidente aveva perso la vita un ex dipendente comunale, il figlio ha intanto patteggiato 8 mesi
CIVITELLA PAGANICO. Sarà il dibattimento a dover stabilire se Ferdinando Guicciardini, 76 anni, abitante a Montespertoli, ha responsabilità nell'incidente stradale in cui il 3 marzo 2011 perse la vita Piero Minacci, 70 anni, ex dipendente del Comune di Paganico, lungo la Senese in fase di raddoppio tra Civitella Marittima e Paganico. Il giudice dell'udienza preliminare Marco Bilisari lo ha rinviato a giudizio per il 2 dicembre, dopo aver accettato il patteggiamento del figlio di Minacci, Filippo: 8 mesi (pena sospesa) e pena accessoria della sospensione della patente per dieci mesi.
Uno scontro tra due auto, avvenuto al km 25,2. La vittima era nel posto del passeggero a bordo di una Lancia Y condotta dal figlio, diretta verso Grosseto, con velocità compresa tra i 72 e gli 80 km/h: secondo l'imputazione, una velocità non adeguata alle condizioni di strada, meteo, visibilità e pneumatici, oltre che superiore al limite (50). E Minacci non avrebbe tenuto la destra. Dall'altra direzione sopraggiungeva la Bmw 530 d di Guicciardini, a una velocità compresa tra i 75 e gli 88 km/h, con l’accusa che contesta le medesime carenze per quanto riguarda la guida.
Le osservazioni del consulente tecnico del pm Maria Navarro, l'ingegner Andrea Guidetti, costituiscono materia di approfondimento. L'esperto segnala che la visibilità era ridotta a causa della pioggia, che l'asfalto era dunque bagnato e che proprio per questo motivo la velocità doveva essere ridotta del 20%. E che se l'imputato avesse viaggiato «a una velocità inferiore al limite massimo consentito, è possibile che il sinistro, pur ugualmente verificandosi, avrebbe potuto avere conseguenze molto minori», osserva il giudice. Il quale aggiunge che «stante la evidente tortuosità del tratto in questione, a causa dei lavori in corso, il limite di velocità fosse previsto anche in stretta relazione a possibili invasioni di corsie effettuate da mezzi viaggianti in senso contrario». Anche perché lo stesso consulente rileva che «in assenza di luce diurna fosse estremamente difficile per qualsiasi automobilista identificare il tracciato della strada in oggetto».
Di fronte al giudice Mezzaluna, l’imputato sarà ancora difeso dall’avvocato Riccardo Lottini. I familiari della vittima sono assistiti dall’avvocato Carlo Valle. (p.s.)
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