Il Tirreno

Grosseto

La Tirrenica dei veleni: è guerra Bellumori Paffetti

di Sabino Zuppa

Il primo cittadino di Capalbio, citato al Tar dalla collega orbetellana , sbotta: «Monica ha la pretesa di darmi lezioni giuridiche, ma da lei non le accetto»

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CAPALBIO. «Sinceramente non credo di dover accettare nessuna lezione dalla Paffetti», così il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori risponde alla presa di posizione dell’amministrazione orbetellana sul rammarico dello stesso sindaco capalbiese di essere stato citato in giudizio al Tar per l’autostrada Tirrenica.

«Nonostante che martedì scorso siano arrivate all’amministrazione comunale di Capalbio le scuse e la solidarietà di molti esponenti dell’amministrazione lagunare - dice - del presidente del consiglio comunale Mario Chiavetta e di molti cittadini orbetellani, mi trovo mio malgrado nell’incresciosa e imbarazzante situazione di rispondere al sindaco Paffetti che ha l’assurda, quanto inopportuna, pretesa di dare lezioni su aspetti giuridico legali e di amministrazione – spiega lui - Il 28 febbraio è arrivato all’ente un ricorso davanti al Tar del Lazio, promosso dal Comune di Orbetello, contro il Cipe, la presidenza del consiglio dei ministri, vari ministeri, l’Anas, la Sat e la Regione. E lo stesso ricorso è stato presentato contro la Regione Lazio, la Provincia di Grosseto e il Comune di Capalbio. Allora sindaco Paffetti, se l’intento era quello di discutere la vostra ipotesi di ricorso, come mai non ha citato anche il Comune di Magliano in Toscana che per il lotto 4 è interessato alla delibera Cipe? Una dimenticanza? O forse vuol far passare nell’immaginario collettivo che con il Comune di Capalbio si parla solo nelle aule di Tribunale?». Una replica dura, cui dovranno mettere mano anche i dirigenti del Pd che accomuna politicamente i due primi cittadini. «Proprio l’aspetto che il ricorso sia anche nei confronti del Comune di Capalbio ci ha sorpreso non poco, peraltro la questione non è stata dibattuta formalmente tra le due istituzioni né tanto meno politicamente – continua Bellumori - Certo è che il Comune di Orbetello nel 2012 ha richiesto a Sat lo studio di un’ipotesi alternativa che nella parte a sud del lotto 5b taglierebbe l’intera area di Giardino e parte della piana appoderata di Capalbio: una profonda scorrettezza amministrativa e politica. E seppur siano comprensibili le esigenze di un Comune di trovare le risposte appropriate per il territorio amministrato e per la sua comunità, meno condivisibile è l’idea che nella sua progettualità intervenga sul territorio del Comune confinante. Abbiamo deciso di resistere in giudizio per difendere la scelta a suo tempo fatta dal consiglio comunale nonché la nostra podestà amministrativa, nell’intendimento che il lotto 5a ed il lotto 5b sono “contigui” e non “collegati” – dice lui - e che pertanto all’interno del territorio del Comune di Orbetello il tracciato potrà fare il percorso che quell’amministrazione riterrà migliore. Ma se la stessa vuol far valere le sue ragioni lo faccia verso gli altri enti».

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