Attenzione
La casa costa ai grossetani 32 milioni
Il vicesindaco Borghi sull’Imu incassata: «Sbagliati i conti del centrodestra, erano giuste le nostre previsioni prudenziali»
GROSSETO. «Se avessimo seguito le sirene del centrodestra e del consigliere Colomba, avremmo provocato una voragine nel bilancio». L'assessore e vicesindaco Paolo Borghi traccia un bilancio delle entrate dall'applicazione dell'Imu nel primo anno di applicazione e i conti fatti dagli uffici, in via previsionale, sono risultati azzeccati, mentre invece quelli delle opposizioni di centrodestra erano sballati.
L’incasso. I grossetani hanno pagato, nel 2012, poco meno di 32 milioni di euro di Imu e di questi oltre 11 milioni sono finiti direttamente nelle casse dello Stato. Le opposizioni di centrodestra, guidate in questa battaglia dal capogruppo del Buongoverno, Luigi Colomba, avevano previsto, invece, che nelle casse comunali sarebbero rimasti ben 27 milioni di euro. Per questo avevano chiesto l'applicazione di aliquote più basse.
La cassa. Oggi, dati alla mano, Borghi spiega che ciò che resta nelle casse comunali, del prelievo relativo all'Imu, sono quasi 6 milioni e 400mila euro della tassa relativa alla prima casa e poco meno di 15 milioni di euro relativi all'Imu sugli altri immobili. In tutto 21 milioni e 155mila euro, un gettito di poco superiore a quello incassato, per l'Ici, nel 2010, comprendendo nel gettito di quell'anno, sia l'Ici incassato che quella porzione, relativa alle prime case, che i cittadini non pagavano.
I calcoli sballati. La differenza complessiva tra i due gettiti è di poco più di 300mila euro. «I dati – spiega Borghi – sono chiari e ben lontani dalla cifra di poco inferiore a 27 milioni di euro che il consigliere Colomba aveva ipotizzato, da suoi calcoli, mantenendo ai minimi previsti dalla normativa nazionale le aliquote Imu per le diverse categorie – spiega Borghi – I calcoli prudenziali realizzati dall'amministrazione comunale hanno dato ragione a noi. Avessimo seguito quelle indicazioni infatti saremmo stati ancora più lontani non solo dai paventati 27 milioni, ma anche dai 21 milioni che abbiamo raggiunto», in realtà circa 22 milioni, ma il Comune ha incassato un milione in meno, che dovrà recuperare, visto che si tratta di evasione.
Le cifre pro capite. I dati mostrano che il versamento medio per contribuente, nel Comune di Grosseto, è di circa 213 per l'abitazione principale, mentre è di circa 914 euro per gli altri fabbricati. Dunque, se anche Berlusconi avesse vinto le elezioni, la restituzione dell'Imu sarebbe stata ben poca cosa. «Non credo che il problema principale sia quello dell'Imu sulle abitazioni principali – dice Borghi – quanto quello del tributo che colpisce beni strumentali come capannoni artigianali o negozi».
Un affare per lo Stato. Altro elemento che emerge con chiarezza è che l'operazione Imu è stata un enorme affare per lo Stato che, non solo ha ridotto e sta riducendo ulteriormente i trasferimenti, ma si vede trasferiti, dai Comuni, milioni di euro: 11, per la precisione, dal Comune di Grosseto, tutti prelevati su fabbricati diversi dalla prima abitazione.
In arrivo altri tagli. E i tagli dello Stato si faranno sentire forte anche nel 2013. «La stima dei tagli da trasferimenti statali previsti per il 2013 – dice Borghi – oscilla infatti dai 3,2 ai 3,4 milioni di euro» e sui cittadini graverà anche la Tares, al posto della Tarsu, con un regalo dallo Stato di 0,30 centesimi in più al metro quadrato in base ai quali lo Stato riduce ulteriormente i propri trasferimenti ai Comuni.
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