Proteste
Arcidosso, restano i carabinieri. Per ora
Il prefetto Valentini in visita. «Confermare la sicurezza ma la realtà inciderà sui territori». E il sindaco gioca in difesa
ARCIDOSSO. La compagnia dei carabinieri di Arcidosso per ora resta. Ma la realtà attuale non supporta grandi speranze di mantenere per sempre lo status quo. Questo è parso, fra le righe, il messaggio del prefetto di Grosseto Valentini in visita ad Arcidosso, ospite di un consiglio comunale straordinario in cui si è fatta una panoramica sullo stato del comune amiatino, fra luci ed ombre. Nel novero delle preoccupazioni del sindaco Emilio Landi, che ha presentato una memoria al prefetto e quelle ribadite da Alberto Lazzeretti della minoranza, spiccava il tema della sicurezza e dei servizi che il comune non vuole assolutamente perdere.
Arcidosso, infatti, rappresenta, ha detto Landi e ha ribadito Lazzeretti, «una sorta di capoluogo amministrativo dell'Amiata, con la sua compagnia dei carabinieri, la polizia, i vigili del fuoco, il giudice di pace e altri uffici e punti di riferimento per tutto il versante grossetano e sui quali, si è detto, non ci possiamo permettere il lusso di mollare». Anche se il giudice di pace sta chiudendo i battenti.
Una battaglia, insomma, per tenersi ben stretto quel che si ha, «anche se i nostri numeri sono bassi e il territorio è vasto», ha puntualizzato Lazzeretti, che ha sottolineato come il rapporto estensione territoriale e abitanti non sia favorevole alla montagna. «Anche il declassamento della compagnia dei carabinieri a tenenza, ha ricordato il consigliere di opposizione, contro il quale ci siamo fermamente opposti, rappresenterebbe per noi una diminuzione di sicurezza. Non vogliamo una compagnia solo per orgoglio di campanile - ha detto Lazzeretti - ma perché ci garantisce in termini di presidio territoriale con più uomini e risorse».
E a questo punto, la doccia fredda del prefetto, che se da un lato precisava subito che, al momento, di declassamento della compagnia non si parla, dall'altro ha fatto però considerazioni generali che non lasciano grandi spazi alla speranza di mantenere integro il patrimonio di uomini attuale. «Bisogna contestualizzare sempre il caso singolo nella realtà nazionale - ha avvertito il prefetto Valentini - che avrà di certo la sua influenza sui territori». Insomma, se i carabinieri diminuiscono a livello nazionale, certo non potranno aumentare nelle singole realtà montane. «Bisogna evitare, nei problemi - ha avvertito Valentini - un approccio conformista e conservativo. Una cosa è certa, e cioè che il servizio di sicurezza non deve diminuire. E questo oggi, può essere garantito anche grazie a sistemi tecnologici avanzati che un tempo nemmeno ci sognavamo, per controllare i territori».
Il messaggio, insomma, è di fare i conti con le ristrettezze numeriche dei carabinieri e valutare in primis l'importanza di non perdere in termini di sicurezza. Un ragionamento a cui, alla fine, il sindaco Landi ha replicato con una battuta: «Quello che abbiamo non lo vorremmo perdere in alcun caso», ha detto, ribadendo cortesemente, che come montagna «siamo abituati a governare, non a subire». Nel suo intervento, poi, il prefetto Valentini ha portato, in ambito sicurezza, i numeri dei reati segnalati ad Arcidosso, per il 2012. «Sono 124, 20 in più rispetto al 2011. Sono numeri piccoli e dunque si può dire che c'è una certa stabilità in questo ambito. Gli aumenti, fra l'altro, sono determinati dal reato di furto e furto in abitazione, fatti sovente da non professionisti. Segno della crisi in atto, che spinge verso l'occasionalità dei furti, magari per procacciarsi qualcosa da mangiare. Dunque, ha concluso, preoccupazione per la sicurezza non c'è, oltre tutto esiste un progetto in corso con l'Arma e anche il comune deve fare la sua parte in termini di informazione ai cittadini e regole di condotta, per arrivare a quella che noi definiamo “sicurezza partecipata e di comunità”».
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