Il dolore
Omicidio di Roccastrada: parla Hadamik
Una lite furibonda, poi la morte. Nelle cartelle cliniche l’ipotesi di problemi cardiaci seri
ROCCASTRADA. L’interrogatorio era stato fissato per ieri. Arkadiusz Stanislaw Hadamik nipote della vittima e Adam Jerzy Klekopt cognato del primo, ieri mattina si sono trovati davanti al pm Maria Navarro. Hadamik (difeso dall’avvocato Patrizia Pagano) ha deciso di parlare con il magistrato spiegando quello che è successo la nell’agriturismo Montini a Roccastrada la notte in cui il musicista polacco Joachim Jean Grzecha è morto.
L’avvocato di Hadamik ha chiesto che all’uomo venisse revocata la misura dell’arresto e venisse cambiata con quello della presentazione alla polizia giudiziaria. L’uomo infatti, avrebbe trovato un lavoro.
Sarebbe stato lui a spiegare al magistrato quello che è successo quella sera nell’agriturismo. Avrebbe raccontato di quella lite furiosa tra i tre uomini, tra lui, il cognato e lo zio arrivato da poche ore insieme al figlio sedicenne in Italia. Poi il malore, fatale e l’accusa di omicidio che da volontario è già stato derubricato a preterintenzionale.
Oggi si svolgerà l’incidente probatorio (sarà sentito il figlio 16enne della vittima) e verranno effettuate le analisi del dna sulle tracce ematiche trovate sugli indumenti che indossavano i due uomini. Il racconto di Hadamik, quindi, non sarebbe distante da quello di Barbara Agnieszka, sua moglie, fatto la scorsa settimana. «Avevo provato a separarli». Barbara quella sera aveva anche parlato con la sorella del musicista, che abita a Sassofortino, chiedendole di venirlo a prendere perché Joachim era diventato molesto e tutti erano ubriachi.
Dalla Polonia inoltre sarebbero arrivate anche le cartelle cliniche dei parenti del musicista. Cartelle che confermerebbero la presenza di alcune alterazioni al sistema cardiovascolare del quale sembra che soffrisse anche l’uomo. E che potrebbero averlo ucciso. (f.g.)
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