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il direttore generale

Mariotti: «C’è una proposta per riorganizzare i turni»

GROSSETO. Al comunicato degli infermieri del Nursing Up risponde, a stretto giro di posta, il direttore generale dell’Asl 9, Fausto Mariotti. Il quale contesta che la valutazione del Sant’Anna sia...

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GROSSETO. Al comunicato degli infermieri del Nursing Up risponde, a stretto giro di posta, il direttore generale dell’Asl 9, Fausto Mariotti. Il quale contesta che la valutazione del Sant’Anna sia stata negativa per l’azienda da lui diretta e spiega che comunque sta già lavorando per individuare le aree dove c’è sofferenza. Al tempo stesso, però, chiarisce, sulle questioni di organizzazione del lavoro che pone il sindacato degli infermieri che, in effetti, un’analisi approfondita sui carichi di lavoro nei vari “setting”, ha evidenziato che in alcuni sono più pesanti che in altri. E che quindi è pronta una proposta di riorganizzazione che sarà presentata in tempi brevi a tutti i sindacati.

«Non è vero – dice il direttore generale, dal suo ufficio di villa Pizzetti – che l’indagine fatta dal Sant’Anna disegni un giudizio negativo sull’Asl 9. In tutto il mondo l’“indagine-clima” non porta mai valori positivi superiori al 60%. Solo aziende come Google arrivano a questi valori. Ed è considerato, invece, un valore positivo il livello di partecipazione da parte dei dipendenti, già quando supera il 50%. E noi siamo al 68%, terza azienda in Toscana dopo Siena e Pisa».

Ma nel merito l’indagine non ha dato risultati così buoni.

«Siamo la quinta azienda in Toscana, quindi ben sopra alla media. Non voglio dire che “mal comune mezzo gaudio”, solo che, dai dati dell’analisi, ancora non riusciamo a capire quali siano le aree in cui ci sono i presunti problemi. Abbiamo chiesto al Sant’Anna di avere dati aggregati in modo diverso, in modo da capire se c’è bisogno di intervenire da qualche parte. E se non riusciamo a capirlo noi, non vedo come possa farlo il sindacato degli infermieri».

Però il Nursing Up pone anche questioni legate alla loro professione di infermieri, parla di carichi di lavoro pesanti.

«Sbagliano a dire che non li stiamo ad ascoltare. Anzi. Le loro rimostranze le abbiamo prese in considerazione da subito. E infatti abbiamo fatto uno studio per verificare i carichi di lavoro nei vari setting. È emerso che hanno ragione: ci sono settori in cui i carichi di lavoro sono più pesanti che in altri. Del resto la trasformazione in intensità di cura è partita da poco, ci può stare qualche sbavatura, che correggeremo».

E quindi? Cosa farete?

«Abbiamo già pronta una proposta di riorganizzazione che, quanto prima, presenteremo a loro e agli altri sindacati presenti in azienda. Siamo convinti che risolverà i problemi di cui si lamentano». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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