Il Tirreno

Grosseto

“Ipse”, sogno e realtà a Grosseto

di Maurizio Bernardini
“Ipse”, sogno e realtà a Grosseto

Esce il primo libro di Marco Di Giuseppe: un romanzo fantasy, ma non troppo

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GROSSETO. Copertina accattivante su cui spicca un titolo latino per il primo libro del grossetano Marco Di Giuseppe, 36 anni. “Ipse, il risveglio degli angeli” è un viaggio nel mondo del fantastico, tra angeli e demoni. Un percorso destinato a lasciare di stucco i lettori, in particolare quelli maremmani. Sì, perché il libro, pubblicato da Albatros (9,90€, disponibile in tutta Italia) è per gran parte ambientato nel Grossetano. Teatro di molte battaglie tra le forze oscure e quelle del bene sono luoghi ben noti a chi è nato all’ombra di Canapone, dall’ospedale Misericordia alla Grancia. Davvero tanti i riferimenti reali. E sono proprio loro la carta in più di Ipse, elementi “solidi” che mescolati a quelli “leggeri” dell’immaginario costringono il lettore a proseguire il viaggio sino all’ultima pagina.

Di Giuseppe, il titolo è un pronome latino: perché?

«Il libro parla molto del tentativo di rimanere se stessi. Ci sono angeli, demoni, insomma il potere. E quando scopri di avere un potere non è semplice rimanere te stesso».

C’è anche un riferimento al potere oggi, quello che può avere un capo sul posto di lavoro, o un politico?

«E perché no? La cosa bella è proprio che ognuno può vedere nella trama il parallelo che vuole. Magari ti promuovono direttore e la domanda è: rimarrò quello che sono stato sino a oggi?».

Che lavoro fai?

«Sono dipendente di un supermercato».

A proposito: nel libro c’è anche un evento ambientato in un centro commerciale.

«Sì, e tengo a precisare d’aver scritto Ipse quattro anni fa. Leggendolo capirete perché puntualizzo».

Ipse in ogni caso parte da personaggi reali.

«Certo, e infatti il protagonista si chiama Marco, come me. E anche molti altri personaggi sono ispirati a persone “vere”. Insomma, dentro Ipse c’è anche tanta realtà, la realtà di tutti i giorni. Ed è una realtà nostra, non una “americanata”. Senza offesa, ovvio».

C’è anche una dedica.

«A mia figlia Greta, ha due anni. Le ho scritto che la fantasia è come le mezze verità. Esiste, ma si nasconde dietro parole scontate. Vive, ma solo dentro noi. Muore, là dove noi stessi le impediamo di mostrarsi. Dunque non deve vergognarsi mai dei suoi sentimenti, ma usarli per diventare sempre più forte».

Ci sarà un sequel?

«Molto probabile. Ci sto lavorando: un attacco terroristico porta alla diffusione di un virus mortale. E anche questo sarà ambientato a Grosseto».

Presentazioni pubbliche?

«L’11 maggio sarò al Comix Cafè. Poi ho incontri in scuole superiori, biblioteche e un’intervista a Sky. Dovrei anche andare alla Fiera del Libro a Torino».

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