Attenzione
Il sindaco insiste: «Palombaro inagibile»
«Fu sequestrato dai vigili del fuoco, non da noi. Se il Tribunale darà ragione ai proprietari, nuovi sigilli»
PORTO SANTO STEFANO. La demolizione del ristorante Palombaro ha sensibilizzato l’opinione pubblica in maniera non indifferente a Porto Santo Stefano, con tanto di raduni per attirare l’attenzione sulla battaglia condotta dai proprietari _ a suon di ricorsi al Tar _ per impedire la scomparsa della storica palafitta.
Ma il sindaco di Monte Argentario non sembra curarsene più di tanto e continua per la sua strada nonostante ci si stia avviando verso il periodo della campagna elettorale: «Noi, come per tutte le situazioni legate ai ricorsi amministrativi, siamo per la legge e per la legalità, e qualsiasi decisione sarà presa dal Consiglio di Stato, noi la accetteremo serenamente», dice il primo cittadino. «Ma rimane il fatto che la struttura del Palombaro era stata messa sotto sequestro da altri enti e non dal Comune, in conseguenza di una serie di verifiche compiute dai vigili del fuoco che avevano rilevato una palese inagibilità, della struttura. E il Comune stesso lo aveva dissequestrato solamente per demolirlo, e riportare così la spiaggia della Marinella al suo stato naturale. Ma se il Consiglio di Stato darà ragione ai proprietari, vorrà dire che la struttura verrà sequestrata nuovamente».
Dunque Cerulli sembrerebbe far capire che il suo operato è stato conseguente a quello di altre realtà istituzionali, chiamate a interessarsi della questione.
«Quanto al fatto che tanta gente è contro la demolizione del Palombaro, io posso dire che ogni giorno incontro tantissime persone che mi dicono l’esatto contrario, che è giusto farlo», continua il sindaco.
«Basta guardare al fatto che da tantissimo tempo non viene fatta nessuna opera di manutenzione da parte della proprietà e soprattutto non esiste nemmeno una relativa concessione demaniale. Quanto poi alla relazione che il Consiglio di Stato avrebbe richiesto, tengo a precisare che la stessa è stata richiesta alla Regione Toscana e non vedo io cosa ci posso entrare. Comunque sia e comunque si concluda questa storia, tengo a precisare che da parte mia non si parlerà né di sconfitta e né di vittoria. Io ho solo fatto quello che prevede la legge. E se qualcuno _ conclude Cerulli _ stabilirà che deve rimanere lì, con la sua documentata inagibilità, prenderò serenamente atto di tale situazione». (s.z.)
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