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«Gli avevamo consigliato di non licenziarsi»

«Gli avevamo consigliato di non licenziarsi»

GROSSETO. «Gli avevamo consigliato di non licenziarsi, di aspettare a prendere una decisione differente. Ma non ci saremmo mai aspettati un gesto come questo». Il dolore nella voce di Sara Aloi,...

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GROSSETO. «Gli avevamo consigliato di non licenziarsi, di aspettare a prendere una decisione differente. Ma non ci saremmo mai aspettati un gesto come questo». Il dolore nella voce di Sara Aloi, funzionaria della Filcams Cgil che ha seguito il quarantaquattrenne durante l’avvio della cassa integrazione è reale. Loro due si erano conosciuti a dicembre, quando la Big Mat aveva deciso di utilizzare gli ammortizzatori sociali per superare questo momento di crisi. «Abbiamo utilizzato lo strumento della conciliazione per ottenere prima la cassa integrazione - spiega la sindacalista - e le cose erano andate come previsto. Poi l’azienda, aveva comunicato ai dipendenti che li avrebbe fatti rientrare al lavoro».

L’uomo alla sede del sindacato in via Repubblica Dominicana c’era stato diverse volte. «La prima volta, quando ha ricevuto la lettera di licenziamento - ricorda Sara - aveva la voce tremolante e gli occhi lucidi. Ma le cose poi si erano comunque sistemate. Aveva avuto accesso alla cigs e l’azienda gli aveva assicurato che comunque sarebbe rientrato al lavoro presto». Quello che per tutti era presto, a lui è sembrato troppo tardi.

Durante questi ultimi tre mesi, alla Cgil c’era tornato più e più volte. «Aveva anche parlato con una collega che lo aveva aiutato a scrivere un curriculum - spiega Aloi - voleva trovare un altro lavoro, voleva capire se in giro ci fosse qualcosa che non lo costringesse poi a fare i conti con la cassa integrazione. Sono stata io stessa insieme al mio collega che ha seguito con me questa vertenza a sconsigliarlo di licenziarsi. L’azienda aveva promesso che l’avrebbe fatto rientrare e così è stato». La scorsa settimana, l’autista e magazziniere della Big Mat aveva anche firmato la lettera per rientrare al suo posto». Lui non ha aspettato. Ha avuto paura che quelle promesse e anche quelle lettere fossero parole vuote. «Non è tornato a dirmi che sarebbe rientrato - dice ancora Sara - me lo avevano detto gli altri suoi colleghi». Colleghi che ora sono tornati in azienda e che ieri, di parlare, non hanno avuto alcuna voglia. (f.g.)

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