La manifestazione
Rubano venti vasi di rame al cimitero
Ladri senza scrupoli a Santa Fiora. Il Comune: «Purtroppo saremo costretti a chiuderlo»
SANTA FIORA. Il mercato del rame fa gola e si arraffa dove si può, non esitando nemmeno a profanare cimitero e tombe dei defunti per fare cassa. E così, senza lasciare traccia, rubano rame anche al cimitero di Santa Fiora, un camposanto storico, dove sono sepolti fra gli altri, anche David Lazzaretti, Ferdinando Di Giulio e Padre Ernesto Balducci e non è la prima volta. Ma questo episodio è stato un vero e proprio raid con cui i malviventi e profanatori hanno fatto sparire una ventina di manufatti (si presuppone di rame) disposti sopra le pietre tombali del cimitero: vasi, portavasi, portalumi, portafiori. Tolti con una certa facilità dalle tombe vecchie di almeno 30 anni e quando non è stato possibile farlo con agio, i pezzi sono stati strappati malamente dalle pietre tombali. La denuncia è stata fatta ai Carabinieri di Santa Fiora il pomeriggio dell’8 marzo, dal responsabile tecnico dell’amministrazione comunale santafiorese Maurizio Onofri, anche se non si sa con precisione quando è avvenuto il furto. «Ho sporto denuncia, spiega Onofri, a seguito dell’informazione che è venuto a darmi Stefano Mariotti, che gestisce per il nostro comune i servizi cimiteriali e che non appena si è accorto di quanto era successo, è venuto immediatamente a renderne informativa. Erano scomparse una ventina di suppellettili, si suppone di rame, da alcune tombe private, .Si pensa che i ladri siano entrati dal cancello che al nostro cimitero resta sempre aperto e che purtroppo, d’ora in avanti dovremo per forza chiudere, stabilendo degli orari di apertura. E entrando dal cancello, i malviventi si sono fermati ai quadri delle tombe più vicini all’ingresso e hanno fatto razzia. Sono tombe assai vecchie, dai 30 anni in su, perché noi a Santa Fiora non possiamo più seppellire per terra da tempo, per non danneggiare la falda acquifera. Dunque gli oggetti portati via si sono tolti abbastanza bene dalle pietre tombali e dove non è stato possibile intervenire agevolmente, i vasi, i portafiori, i portalumi e altre suppellettili fissate con ganci e viti sono state strappate». La caccia al rame, una piaga tipica dei nostri tempi, era già stata sperimentata al cimitero di Santa Fiora, da cui alcuni mesi fa erano spariti i tubi di scolo dell’acqua delle strutture dove si trovano i forni dei defunti: «Purtroppo non è la prima volta che il cimitero viene depredato. Tempo addietro avevamo segnalato il furto dei discendenti di rame dei loculi cimiteriali». Difficile anche rintracciare i parenti delle persone sepolte nelle tombe saccheggiate, perchè, appunto, sono sepolture vecchissime e è difficile rintracciare i parenti o chi se ne prende cura. «Abbiamo messo nella bacheca del cimitero la copia della denuncia sporta dall’amministrazione comunale e il sindaco Renzo Verdi sta disponendo di affiggere nella stessa bacheca anche un avviso rivolto ai dolenti che si prendono cura delle tombe per informarli dell’accaduto».
Fiora Bonelli
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