Il Tirreno

Grosseto

convegno nel cuore del montecucco

La viticoltura biologica da difendere

CINIGIANO. “Qualità e difesa nella viticoltura biologica, rame e zolfo: l’importanza dei formulati. Un valido supporto ai metodi di gestione del vigneto”, è il titolo di un convegno che si è tenuto...

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CINIGIANO. “Qualità e difesa nella viticoltura biologica, rame e zolfo: l’importanza dei formulati. Un valido supporto ai metodi di gestione del vigneto”, è il titolo di un convegno che si è tenuto ai Poggi del Sasso, nel cuore del Montecucco doc, organizzato dalla Coop agricola Terre del'Etruria. Moderatore il dottor Paolo Bertanza dell’Informatore Agrario che ha posto l’attenzione sulle problematiche relative alla regolamentazione dell’utilizzo degli agrofarmaci soprattutto in funzione del loro utilizzo in regime di coltivazione biologica, in previsione delle nuove normative europee.

Il professor Giancarlo Scalabrelli, ordinario di viticoltura all’università di Pisa, ha esposto i criteri sulle tecniche in grado di garantire una viticoltura durevole, soffermandosi sull’importanza del mantenimento di un adeguato livello di humus nel suolo e sull’equilibrio della vite. «Ma per una migliore sostenibilità del vigneto - ha ribadito Scalabrelli - è opportuno adottare anche una potatura conservativa che consenta alle piante di essere meno soggette alla sindrome del mal dell’esca, frequente nei nostri vigneti».

Il dottor Claudio D’Onofrio, ricercatore, ha presentato i risultati delle ricerche condotte sugli “Effetti della defogliazione sulla qualità aromatica delle uve”, sia su vitigni aromatici (Aleatico, Moscato) semiaromatici (Vermentino) che non aromatici (Ciliegiolo, Sangiovese). Le ricerche si sono concentrate negli ultimi anni su Sangiovese e Vermentino nelle aziende della Colle Massari, e sono state supportate da finanziamenti della Regione Toscana e dalla Fondazione Bertarelli (ex Montecucco).

Maurizio Castelli (enologo e consulente ColleMassari) ha affrontato le problematiche che si incontrano nella produzione del vino biologico, dal punto di vista normativo e tecnico, sottolineando come alcune condizioni del vigneto in questi ultimi anni sono variati provocando un anticipo generalizzato dell’epoca di maturazione delle uve e un aumento della gradazione zuccherina che ha innalzato le gradazioni alcoliche potenziale delle uve a maturazione. Che peraltro non possono essere raccolte in anticipo, poiché nei vitigni a bacca nera la maturazione fenolica sarebbe insufficiente.

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