Sicurezza
«Inaccettabile pagare per stampare il Cud»
La rabbia di Spi-Cgil: il costo di 2,70 euro più Iva è una soprattassa per tutti i pensionati
GROSSETO. Per il sindacato dei pensionati, Spi Cgil, è «Inaccettabile dover pagare alle Poste 2.70 + Iva per la stampa dei Cud, che prima venivano inviati gratuitamente dall’Inps». Del resto il governo Monti e l’Inps hanno deciso di non risparmiare proprio nulla ai pensionati italiani, considerati evidentemente cittadini di serie B. «Da quest’anno – denuncia la segreteria provinciale dello Spi Cgil - l’Inps non provvederà né all'invio a domicilio del modello Obis-M - la busta paga del pensionato - né all'invio del Cud relativo ai redditi del 2012). L’istituto di previdenza sociale, infatti, ha affidato a Poste Italiane il compito di stampare il Cud a un costo di 2,70 euro più Iva a carico del richiedente. Un cosa inaccettabile, che cade in testa ai pensionati dopo che hanno già subito il taglio alle pensioni, con il mancato adeguamento agli incrementi Istat per tutte quelle che superano un netto di circa 1.100,00 euro mensili».
«Questa decisione – rincara la dose lo Spi - lascia sbalorditi. Il diritto a ricevere la documentazione sulle spettanze mensili e sul reddito percepito nell'anno per adempiere ai propri obblighi fiscali, infatti, non può essere messo in discussione con una circolare. A nostro parere la misura è colma, e per questo lo Spi Cgil ha chiesto al governo ancora in carica e alla presidenza dell'Inps di rivedere le proprie decisioni, in modo che ai pensionati sia riconosciuto il diritto, come ai lavoratori, di continuare a ricevere a domicilio la propria busta paga (mod. ObisM) e il Cud. Senza essere costretti a richiederlo per via telematica sul sito dell’Inps; cosa ancora più assurda, considerato che la stragrande maggioranza dei pensionati non ha un computer, e che la richiesta dei documenti per via telematica può essere fatta a livello personale solo dopo aver richiesto una password».
Lo Spi Cgil interverrà a tutti i livelli per chiedere sia rimosso un provvedimento che ritiene profondamente ingiusto. «Nell'immediato – conclude la segreteria dello Spi – tenuto conto che solo al Caff Cgil di Grosseto si rivolgono almeno 6.000 pensionati, con l'obiettivo di attenuare il loro disagio abbiamo deciso che chiunque si rivolgerà alla nostra struttura per la dichiarazione dei redditi o per richiedere l'Isee, potrà avere la stampa del Cud gratuitamente».
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