Il dolore
Cercano di vendergli casa a sua insaputa
L’annuncio immobiliare compare per un mese su internet: 350mila euro il prezzo. «L’hanno anche fatta vedere»
ALBINIA. Una truffa immobiliare degna di Totò. Sventata per puro caso. E’ una storia quasi incredibile quella che racconta Giovanni (il nome è inventato), impiegato e domiciliato a Roma, una casa per le vacanze ad Albinia.
Nei giorni scorsi ha scoperto che, a sua insaputa, qualcuno avrebbe provato a vendergli l’appartamento. Attraverso un annuncio su Internet, inserito e tolto nel giro di un mese, di cui adesso non si trova più traccia. Ma che l’inserzione immobiliare sia stata pubblicata è cosa certa.
I vicini di casa di Giovanni, che con lui condividono una strada privata, l’hanno chiamato e informato di visite insolite e di insolite domande. Persone che non sono entrate in casa (non avevano le chiavi, ovviamente) ma che, fogli alla mano, mostravano interesse per quell’immobile; hanno perfino scattato fotografie, guardato con estrema attenzione il cortile, le finiture, cercando eventuali danni provocati dalla recente alluvione. «Non sono mai stato contattato da un professionista – spiega l’uomo - mai mi è passato per la testa di vendere la casa, figuriamoci di dare un mandato a vendere a qualcuno. Pare che le persone interessate all’acquisto abbiano detto di aver scaricato la foto della mia casa, l’indirizzo completo, la richiesta economica (350 mila euro) e perfino il mio cognome da un sito internet. Ne deduco che ci sia qualcuno che organizza truffe di questo tipo, magari solo per strappare una caparra, un impegno a ignari acquirenti».
E in effetti non mancano le truffe di questo tipo. Ai malcapitati compratori viene fatto sottoscrivere un vantaggioso preliminare d'acquisto, farlocco, ricevendo come caparra dei contanti. Poi – al momento di chiudere – il venditore (che non è assolutamente un mediatore) scompare nel nulla. E solo successivamente i proprietari degli alloggi oggetto di truffa scoprono cosa è accaduto.
In Maremma, fino ad ora, non risultano casi di questo tipo. «Mi hanno detto – racconta ancora Giovanni – che falsi agenti immobiliari, in questo tipo di truffe, vengono da te, in via amichevole, ti guardano casa, la girano, te la valutano e poi scattano qualche foto, non si sa mai, e tu ignaro ci caschi. Poi un giorno, pur non avendo firmato nulla, scopri casa tua su un sito di vendite. Ecco, a me tutto questo non è accaduto. Io non ho mai avuto contatti con agenzie immobiliari e non comprendo come possa esser stato fissato un prezzo, inserito il mio nome e dato le coordinate per visitare la casa. Seppure dall’esterno. E’ incredibile».
«Nel fine settimana – conclude verrò in Maremma – per cercare di capirne di più. Sono intenzionato a presentare denuncia. Per il momento, intanto, mi preme che, attraverso il giornale, la notizia venga divulgata, in modo tale che le famiglie interessate ad acquistare una casa, soprattutto nella zona Orbetello-Albinia, tengano gli occhi aperti e non paghino a sconosciuti ‘anticipi’ al nero e al buio».
Insomma dai tempi di Totòtruffa è passato mezzo secolo, ma certe italiche abitudini sono rimaste.
Oggi non si tenta più di vendere la Fontana di Trevi ma la villetta al mare che appartiene ad altri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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