Lutto
Centrosinistra caos tutti contro tutti a un mese dal voto
Lite all’incontro che doveva tracciare una linea condivisa La Iacomelli: «Non mi dimetto solo per responsabilità»
GAVORRANO. Il centrosinistra a Gavorrano più che riunirsi sembra dividersi, sempre di più. L’ultimo atto è andato in scena lunedì sera, quando tutti i protagonisti erano seduti attorno a un tavolo: dal Pd a Sel, da Gavorrano Democratica al comitato Gente Comune, passando per tutti gli altri partiti presenti nelle due attuali coalizioni (guidate da piddini e selliani). Un’occasione per provare a tracciare una linea condivisa in vista delle amministrative di maggio. Invece è finita in baraonda. Tanto profonda da aprire una ferita anche nella maggioranza. «Il responsabile di Gente Comune si è rivolto con toni forti e direi anche offensivi» dice il prosindaco Elisabetta Iacomelli. Parole che hanno lasciato incredula la socialista, di professione avvocato. «Non intendo dare le dimissioni per senso di responsabilità, però questo episodio mi induce a riflettere». Il conclave del centrosinistra minerario si è riunito lunedì sera nelle stanze di bagno di Gavorrano. All’ordine del giorno la proclamazione di un pastore unico in grado di condurre il gregge verso le elezioni comunali. Alla fine però niente fumata bianca. Anzi, dal camino è uscito un fumo più nero che mai. Intorno al tavolo, organizzato da Pd e Gavorrano Democratica (sempre più uniti in questa vigilia elettorale) c’erano davvero tutti: dall’ex sindaco Massimo Borghi con tutta la sua coalizione ai vari esponenti del Pd e dei suoi alleati. L’intento è quello di chiudere la trattativa che va avanti da mesi: unire tutte le forse di centrosinistra sotto un unico candidato, capace di fare da collante tra i vari soggetti. Una figura che secondo Pd e Gavorrano Democratica non può essere rappresentata da Borghi, mettendola come unica richiesta. «Siamo arrivati con un foglio bianco per tracciare il programma insieme» dicono dal Pd. Ma la colazione di Borghi ha risposto picche. «Non poniamo veti sulle persone» hanno risposto dalla maggioranza. E fin qui, a parte la fumata nera, non ci sarebbe nulla di nuovo sul palcoscenico minerario. Quanto meno non è una notizia. Ma è a questo punto che si crea il caso. «Borghi è l’unica persona capace ad amministrare il Comune» avrebbe detto uno del comitato. Una frase che ha colpito Iacomelli, alla guida dell’ente e della giunta da oltre un anno (dalla decadenza di Borghi). Oltretutto pronunciata da un esponente di quella stessa maggioranza di cui fa parte. Ha risposto, quindi, Iacomelli, trovando però una reazione ancor più dura. «Ho lavorato spesso da sola in questo periodo – dice il prosindaco – e capire che non c’è riconoscenza nel mio impegno certo mi fa riflettere». C’è tanta rabbia quanto dispiacere nelle parole di Iacomelli. «Il rispetto lo pretendo» dice. A un mese dalle elezioni le dimissioni le sembrano un passo da scartare per il bene della collettività, però la ferita è profonda. Le parti si incontreranno di nuovo nei prossimi giorni: non solo per venire a capo della trattativa (perché una decisione definitiva sul candidato unico ancora non si è trovata), ma anche tra i membri della maggioranza. «Chiederò un chiarimento» dice il prosindaco. Intanto però Iacomelli trova la solidarietà del suo partito, quello socialista. «Con piacere la federazione ha registrato come Elisabetta sia riuscita a svolgere positivamente un compito molto delicato in una fase transitoria. – si legge in una nota, stilata prima dell’incontro - Un'attività di coordinamento svolta con massimo impegno, disponibilità personale e massima onestà politica».
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