Il Tirreno

Grosseto

Vende pentole e truffa una coppia

di Francesca Gori

Condannato un cinquantanovenne: aveva utilizzato i documenti dei coniugi per ottenere un finanziamento a loro nome

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FOLLONICA. Prima hanno pensato alla loro casa, a togliersi la voglia di comprare qualche oggetto nuovo per arredarla meglio. Un piumone per scaldarsi in inverno, un altro più leggero per coprire il letto in primavera, un paio di lenzuola ricamate e una batteria di pentole. Il tutto a millesettecento euro di spesa. Ma il finanziamento richiesto alla Consum.it, società finanziaria che ha sede a Calenzano, all’improvviso è raddoppiato. O meglio, sono diventati due, i prestiti, intestati a una coppia di pensionati di Suvereto, ignari di tutta la macchinazione per mesi.

Il giudice Giovanni Puliatti, pochi giorni fa ha condannato a sei mesi di reclusione e al pagamento delle spese di giudizio (con la sospensione condizionale), Salvatore Artimisio, napoletano di 59 anni che era stato citato a giudizio al pm Maria Navarro con l’accusa di falsità in scrittura privata e truffa, in concorso con Anna Artimisio, 31 anni, titolare della ditta follonichese Rosso di sera che è stata assolta all’udienza che si è svolta in tribunale giovedì scorso.

Tutta la vicenda è cominciata 20 settembre del 2007 quando l’uomo si è presentato a casa dei due pensionati senza aver preso un appuntamento per vendere loro i suoi prodotti. Piumoni, lenzuola, pentole. Mercanzia che alla coppia che vive a Suvereto era piaciuta tanto da decidere di spendere millesettecento euro. Quando l’uomo ha proposto loro di utilizzare la rateizzazione attraverso una finanziaria, non ci hanno visto nulla di strano e hanno accettato. Ma a maggio dell’anno successivo, i suveretani si sono rivolti a un’altra finanziaria per acquistare un’automobile. E lì hanno scoperto che non avevano soltanto sottoscritto un finanziamento da 1.700 euro, ma i finanziamenti erano due.

La coppia ha chiesto conto all’uomo che ha spiegato loro che quel secondo finanziamento era stato acceso per sbaglio dalla sua segretaria e che avrebbe commesso un errore. Passano i mesi, e le cose non si aggiustano. Così, una volta che la finanziaria stessa ha avvertito i due che non era stata pagata una rata del finanziamento e dopo essersi sentiti rispondere che il cinquantanovenne non aveva pagato perché era stato ricoverato in ospedale, hanno deciso di denunciare l’uomo alla guardia di finanza di Piombino, che ha proceduto a raccogliere non soltanto la querela, ma anche lo sfogo della coppia (72 anni lui e 64 lei) che si erano fidati di quell’uomo, tanto da consegnarli i loro documenti affinché li fotocopiasse.

Si sono fidati, nonostante l’uomo avesse consegnato loro anche una busta della stessa finanziaria chiedendo però di non aprirla. Così hanno fatto, finchè non è tornato indietro a riprenderla per portarla via con sé.

Per il giudice Giovanni Puliatti, a truffare la coppia e a commettere il reato di falsità in scrittura privata sarebbe stato soltanto Salvatore Artemisio. Anna Artemisio è stata assolta, mentre il cinquantanovenne è stato condannato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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