Valente dal giudice del Lavoro «Il Comune mi deve 45mila euro»
GROSSETO. Il presidente del Coseca Roberto Valente fa causa all’amministrazione comunale. Ma attenzione, la carica ricoperta dal numero uno della società che gestisce l’igiene urbana non c’entra: «Mi...
GROSSETO. Il presidente del Coseca Roberto Valente fa causa all’amministrazione comunale. Ma attenzione, la carica ricoperta dal numero uno della società che gestisce l’igiene urbana non c’entra: «Mi muovo come libero cittadino - spiega - ex lavoratore del Comune di cui sono stato dipendente per più di quarant’anni. E come tale rivendico qualcosa che mi è dovuto, tutto qua».
Nel dettaglio, il contenzioso riguarda l’opera portata avanti da Valente - tra il 2002 e il 2009 - nel procedimento destinato a realizzare un parcheggio e un punto di ristoro a servizio del Parco di Roselle. Insomma, di mezzo ci sono le giunte Antichi (che incaricò Valente per le grandi opere, ndc), Bellettini e Bonifazi.
E in ballo non ci sono due lire, ma almeno 45 mila euro pubblici: «È una causa di lavoro - aggiunge Valente - di quando ero responsabile unico del procedimento. Era prevista un’indennità. L’ho chiesta per molti anni, dal 2002 a oggi. Senza ottenere mai nulla. Alla fine sono stato costretto ad agire per vie legali».
Insomma, pare che Valente abbia svolto una costante attività di coordinamento nella realizzazione delle terme e cercato di sciogliere problemi nati tra il gruppo d’imprese all’epoca concessionario dell’opera e il Comune. Certo, il polo termale – come noto a tutti – a Roselle non si è mai visto, neppure in cartolina. Ne è rimasto solo lo scheletro ed è tutt’altro che grazioso. Ma poco importa: il premio pattuito con l’Amministrazione in quegli anni Valente lo pretende.
Al massimo è disponibile a chiudere la storia venendo a patti, grazie a un’intesa bonaria con il Comune, «ma non so se l’ente è disposto».
Intanto l’iter processuale andrà avanti: per il 23 ottobre le parti in causa sono chiamate a comparire davanti al giudice, Marco Mezzaluna.
Sarà lui a sciogliere i dubbi e dire che piega dovrà prendere la faccenda. Ma sette mesi sono lunghi e un concordato potrebbe essere dietro l’angolo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
