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Intanto il ponte resta chiuso: rabbia e sit in

Intanto il ponte resta chiuso: rabbia e sit in

Cittadini e amministrazioni locali sul piede di guerra, da oggi presidio permanente sulla strada

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MARSILIANA. «I lavori li facciamo noi». Sarà questo il provocatorio slogan che accompagnerà il presidio che si insedierà questa mattina a partire dalle 10 nel tratto di strada che va dall’incrocio della strada Aquilaia fino alla prima transenna che indica la chiusura del ponte sul fiume Albegna che collega Sant’Andrea a Marsiliana.

L’iniziativa è stata decisa a furor di popolo dopo che domenica sera il comitato Il Ponte ha convocato un’assemblea pubblica che ha visto una massiccia presenza di cittadini.

Gli organizzatori ci tengono a sottolineare che il presidio è stato autorizzato dalla Prefettura, l’obiettivo è quello di coniugare la ferma volontà di sollecitare l’inizio dei lavori con il rispetto della legalità.

Sono ormai passati quattro mesi esatti da quella tragica notte tra il 12 ed il 13 novembre in cui tre dipendenti dell’Enel persero la vita con la loro auto che venne inghiottita dalla voragine aperta dalle impetuose acque del fiume Albegna in piena.

Sono anche trascorsi due mesi da quando il ponte è stato dissequestrato ma i lavori non sono ancora iniziati, con un disagio che diventa giorno dopo giorno sempre più pesante, è come se un muro dividesse due comunità unite da sempre.

Conseguenze che si ripercuotono sull’economia, sul sociale, sul senso pratico dell’attività quotidiana di ogni singolo cittadino di Marsiliana e Sant’Andrea, insomma una situazione che necessita di una soluzione in tempi rapidi.

Ci sono aziende che hanno dimezzato il fatturato perché una parte della clientela ha difficoltà a raggiungere il proprio punto vendita. Ci sono famiglie che hanno visto impennare la spesa nella voce dedicata ai trasporti, d’altronde le decine di chilometri percorsi in più ogni giorno comportano un elevato costo da destinare alla benzina od al gasolio. Senza dimenticare aspetti più frivoli che hanno comportato un distacco umano anche tra gli adolescenti che prima si frequentavano quotidianamente e adesso per causa di forza maggiore sono costretti a centellinare i loro incontri.

Tutto questo provoca anche una situazione di rischio poiché chi ha a disposizione un fuoristrada è tentato di guadare il fiume, una pratica in costante aumento che può diventare pericolosa con l’innalzamento del livello del fiume.

Gli organizzatori predisporranno il presidio portando tutti i mezzi disponibili, dai trattori ai furgoni e quant’altro accompagnati da striscioni con cui lanciare un messaggio chiaro e univoco: il ponte va riaperto in fretta.

Il presidio garantirà una presenza 24 ore su 24 e resterà presente fino a quando non sarà aperto il cantiere per l’inizio dei lavori. In questa battaglia i cittadini non sono soli, l’amministrazione comunale di Magliano in Toscana è stata rappresentata all’assemblea dal sindaco Giampiero Tofanelli e dal vicesindaco Eva Bonini, entrambi hanno dato il loro assenso all’iniziativa.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco di Manciano Marco Galli: «Domani (oggi ndr) sarò a Rieti per un impegno istituzionale ma al presidio ci sarà una rappresentanza dell’amministrazione comunale. Nei prossimi giorni andrò anche io a dare il mio sostegno ai cittadini che vivono questo disagio».

Sul ponte, comunque, non mancheranno oggi i rappresentanti della due amministrazioni comunali coinvolte. Che da novembre aspettano soltanto di tornare alla loro vita di tutti i giorni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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