Il Tirreno

Grosseto

Asili, più punti alle famiglie di lavoratori

di Enrico Pizzi
Asili, più punti alle famiglie di lavoratori

Il Comune modifica i criteri di accesso: perde peso il criterio del reddito. Megale: «Così Ceccarelli cambia del tutto rotta»

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GROSSETO. Fino a qualche mese fa la priorità era favorire l’accesso agli asili comunali ai bambini di famiglie meno abbienti, ma con il nuovo bando, che Iside si prepara a varare, il Comune di Grosseto cambia rotta e modifica i criteri di accesso agli asili comunali dando più peso – e punti – alle famiglie in cui i genitori lavorano e che, per questo, hanno più bisogno del servizio, mentre perde peso – e non pochi punti – il criterio basato sul reddito familiare. Se non è una marcia indietro, poco ci manca, anche se l’assessore comunale alla pubblica istruzione, Luca Ceccarelli, minimizza la portata delle novità.

«Il cambiamento – dice – è relativo» e parla di «semplici aggiustamenti». Diversamente dovrebbe ammettere di avere sbagliato. E comunque nessuno saprà mai perché un tale cambio di rotta: se sia un mutato convincimento o se abbia influito il fatto che, con l’accesso di un numero sempre maggiore famiglie meno abbienti, che non pagano alcuna retta o che pagano secondo la fascia minima, sarebbe stato messo a repentaglio il bilancio di Iside, e dunque anche la qualità dei servizi.

Il dubbio lo ha insinuato ieri pomeriggio il consigliere della Lista Lolini, Riccardo Megale, in III commissione, dove, un po’ a sorpresa, è approdata una bozza dei nuovi criteri. Al di là dei dubbi sulle motivazioni del cambio di rotta del Comune, Megale ha sottolineato il fatto con un «meglio tardi che mai» e ha girato il dito nella piaga affermando che con questi criteri riveduti e corretti «cade tutto ciò che è stato difeso dall’assessore da un anno a questa parte».

In effetti balza all’occhio, tra le tante novità, il fatto che mentre la fascia di reddito più bassa (Isee fino a 4.999 euro) aveva, lo scorso anno, 25 punti, con il prossimo bando ne otterrà 17,5; la fascia immediatamente superiore (fino a 8.999 euro) passa da 20 a 14 punti e quella di mezzo, (fino a 18.999 euro) scende da 15 a 10,5 punti. Balza agli occhi a maggior ragione se si considera che tra i nuovi criteri viene inserito anche quello dell’orario lavorativo, con punteggi che vanno da 1 a 3 a seconda delle ore in cui un genitore è impegnato.

Così come viene annullata la differenza tra il punteggio che ottiene il genitore disoccupato da almeno un anno (18 punti) e quello licenziato negli ultimi 6 mesi (che otteneva, prima, 25 punti). Insomma, rispetto al principio sbandierato in passato, per cui chi sta a casa deve avere, attraverso il servizio per l'infanzia, il tempo libero necessario a cercare un lavoro, si torna a dare peso al principio per cui chi lavora ha più bisogno di usufruire di certi servizi e non è detto che sia così ricco da potersi permettere di rivolgersi al mercato privato. Tutte questioni che le opposizioni avevano sollevato, nei mesi passati, ma di fronte alle quali l'amministrazione sembrava voler restare sorda. Evidentemente i genitori oresenti nei comitati di gestione delle scuole di Iside hanno avuto il loro peso. Per dirla con Cristina Citerni (Sel) «Fa piacere che alcuni ripensamenti ci siano stati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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