Il Tirreno

Grosseto

la bambina malata di castiglioncello

«Aiutate Sofia». E sale sul ponte

di Matteo Baccellini
«Aiutate Sofia». E sale sul ponte

Con un cartello per stare vicino alla famiglia. Le auto si fermano

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GROSSETO. «Chiediamo al ministro aiuto per la piccola Sofia. Grazie».

Ha scritto otto parole a pennarello su un cartello, il 31enne Gennaro Delli Paoli. Poi è arrivato al ponte sull’Ombrone prima dell’imbocco della Aurelia ed è rimasto quasi due ore, dalle 16 in poi, sul ciglio della strada, cercando così di sensibilizzare le auto che passavano sulla rarissima malattia che affligge la bambina di tre anni e mezzo che vive a Castiglioncello con i genitori: è malata di leucodistrofia metacromatica, afflizione neurodegenerativa che si è manifestata quando la piccola aveva appena un anno e mezzo .

«Ho visto ieri sera il servizio alle Iene su Italia 1 con la madre disperata che chiedeva aiuto alle istituzioni - ha detto sul ponte dell’Ombrone il bravo Gennaro - ho parlato con mia moglie subito e le ho detto che oggi (ieri, ndr) avrei dovuto fare un gesto, anche uno piccolo come questo, per aiutare la piccola bambina e la sua famiglia».

Solo un trattamento con le cellule staminali potrebbe infatti salvare Sofia (la cosiddetta cura Vannoni), ma è una cura vietata in Italia. Addirittura il re della canzone italiana, Adriano Celentano, si è espresso con sdegno in diretta tv nei confronti del ministro della salute Balduzzi, che non ha preso ancora in mano la situazione.

«Ho un figlio di 15 mesi - ha aggiunto Gennaro - sta benissimo e quando mi sorride mi passa ogni preoccupazione, anche conomica. Ieri sera ho giocato con lui, non ho potuto fare a meno di commuovermi per la piccola Sofia e mi sono dato una scrollata. Pensate che un gesto del genere per la disoccupazione non l’avrei mai fatto».

Eppure Gennaro qualche problema con il lavoro ce l’ha: vende palloncini ma non ha un’occupazione fissa. Un merito in più allora l’aver preso il cartello ed aver tirato fuori il coraggio di fronte a tanti automobilisti grossetani.

La prima a fermarlo è stata una signora. «Mettiti la pettorina con i catarifrangenti - gli ha consigliato - così le altre auto ti vedono di più». Poi nel giro di pochi minuti si è creato l’effetto pubblicità. Tanti automobilisti si sono fermati nella piazzola ai lati della strada. «Hanno capito il gesto e mi hanno applaudito - dice Gennaro - qualcuno avrebbe anche voluto rimanere con me per protestare contro il ministero».

Poi ha lasciato il cartello sul ponte ed è tornato a casa. Disoccupato ma fiero.

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