La manifestazione
L’ultima messa prima del Conclave
Momento solenne ieri per il cardinale Comastri che ha presieduto il rito in Vaticano: «Tengo la Maremma nel cuore»
GROSSETO. È stata l’ultima sua messa prima del Conclave, la più importante prima del nuovo papa e nel luogo-simbolo della Chiesa. Un momento solenne - ieri mattina alle 10,30 - per il cardinale maremmano Angelo Comastri, 69 anni, originario di Sorano, arciprete della basilica di san Pietro e uno dei quattro reggenti della Santa sede in attesa del nuovo papa, che ha concelebrato l’ultima sua messa in Vaticano prima del Conclave, nella basilica di san Pietro insieme a una lunga fila di vescovi e prelati.
Un momento importante per la Chiesa e per i fedeli, che hanno partecipato in gran numero, più di 600. Un coro americano ha cantato brani in inglese; è seguita la comunione, dispensata dallo stesso Comastri. Qualcuno, arrivato dalla Maremma, gli ha rivolto i migliori auguri e si è fatto riconoscere. Lui ha risposto scambiando una battuta: «Tengo l'Argentario e Sorano nel mio cuore», ha detto con un sorriso.
Nelle stesse ore la Maremma ha respirato in una seconda zona di Roma, dove un altro “Angelo” - Angelo Scola, già vescovo di Grosseto e numero uno tra i “papabili” - ha celebrato la messa nella basilica romana dei Santi Apostoli, come hanno fatto gli altri porporati, ognuno nella chiesa romana cui appartengono dal momento della nomina. I cardinali, ieri, hanno infatti dedicato la pausa domenicale a celebrare la messa nelle chiese romane delle quali sono titolari, che in questo periodo di Sede Vacante sono frequentate oltre da fedeli e giornalisti di tutto il globo, che sperano di raccogliere qualche notizia inedita sul Conclave che inizia martedì pomeriggio. Nelle omelie tutti gli elettori hanno trattato il tema del perdono, proposto dalla liturgia odierna con la parabola del Figliol Prodigo. Così anche Scola. «Il conclave è ormai imminente, preghiamo perché lo Spirito Santo offra alla sua chiesa l’uomo che possa condurla sulle orme segnate dai grandi pontefici degli ultimi 150 anni - ha detto chiudendo la messa iniziata alle 9,30 - Un papa che testimoni Gesù e che edifichi la Chiesa con la testimonianza della sua vita». La missione della Chiesa, ha proseguito, è annunciare sempre la misericordia di Dio, «anche all’uomo sofisticato e smarrito del nuovo millennio, anche in questi tempi grami».
Proprio l’ex vescovo di Grosseto, in queste ore, è considerato il superfavorito nella successione a Benedetto XVI che lo ha scelto trasferendolo nel 2011 dal Patriarcato di Venezia (sede di provenienza di Pio X, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo I) all’Arcidiocesi di Milano (da dove arrivarono Pio XI e Paolo VI). «Signore, donaci un pastore santo», ha invocato il porporato 71enne, su cui da settimane converge l’interesse di tutto il mondo. A competere con l’ex “maremmano”, nelle ultime ore come papabile numero 1, il cardinale brasiliano Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di San Paolo del Brasile, considerato il candidato del “partito” curiale.
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CON LA MESSA DI COMASTRI
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