Il dolore
L’aggressore non risponde, il giudice lo fa incarcerare
Negati gli arresti domiciliari al 41enne piombinese che ha ferito l’ex a Follonica «Non voleva uccidere», dice il suo avvocato. Ma l’accusa resta di tentato omicidio
GROSSETO. «Se davvero è stato lui, non aveva intenzione di uccidere», ha detto l’avvocato Adriano Galli, invocando una derubricazione del reato. Ma il giudice ha detto no ai domiciliari per Massimiliano Guerrieri.
Il 41enne cameriere di Piombino fermato per tentato omicidio perché ritenuto responsabile dell’aggressione con coltello alla sua ex, ferita con una coltellata al petto, dovrà stare in carcere. Lo ha stabilito ieri mattina il gip Antonio Pirato, che ha convalidato il fermo di iniziato eseguito mercoledì mattina nella casa dei genitori di Guerrieri, a Piombino. Il giudice ha anche applicato un’ordinanza di custodia cautelare, che si somma a quella emessa dal gip grossetano Marco Bilisari per la violazione del divieto di avvicinamento alla donna. Guerrieri non ha risposto alle domande del giudice nel corso dell'udienza tenuta nel carcere di Livorno.
Il pm Antonella Tenerani aveva inviato le proprie richieste (cioè quelle della detenzione in carcere), il difensore Adriano Galli ha insistito non tanto sui presupposti della convalida quanto sulla possibilità di prevedere una misura meno afflittiva della cella. Il giudice però ha ritenuto non solo esistenti i presupposti del fermo e i gravi indizi di colpevolezza ricavati dalle testimonianze di chi era presente quella mattina nell’androne del palazzo sovrastante la farmacia San Michele ma anche ritenuto il carcere come unica misura idonea. Ciò in considerazione delle violazioni recenti del divieto di avvicinamento, come quella del 28 febbraio (anche questa con l’uso di un coltello – e uno ne era stato sequestato mercoledì nella Renault dell’uomo), ma verosimilmente anche dei tentativi di Guerrieri di confondere le acque ai carabinieri che alle 8,20 si erano presentati nella casa dove vive coi genitori e avevano trovato il motore dell’auto ancora caldo nonché una giacca e delle scarpe da ginnastica lavati da poco.
Per Guerrieri si sono dunque aperte le porte del carcere. Un luogo dove dovrà restare a lungo, a meno che il suo difensore non riesca a ottenere la derubricazione da tentato omicidio a lesioni personali. Una strada astrattamente praticabile sulla scorta del referto compilato dai sanitari all’uscita della sua ex dall’ospedale di Grosseto: 20 giorni, salvo complicazioni. Una coltellata vicino al cuore, è vero, nella zona sopramammaria sinistra, ma non tale da raggiungere organi vitali né da determinare una prognosi particolarmente lunga.
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