La manifestazione
Diritti di proprietà la delibera della discordia
GROSSETO. Il Comune chiede lumi alla Corte dei conti e la magistratura contabile rimette la palla nelle mani del sindaco respingendo la richiesta come inammissibile. Oggetto della questione la...
GROSSETO. Il Comune chiede lumi alla Corte dei conti e la magistratura contabile rimette la palla nelle mani del sindaco respingendo la richiesta come inammissibile. Oggetto della questione la delibera con cui, l'11 settembre del 2012, la giunta comunale ha adottato nuovi parametri di calcolo dei costi di trasformazione dei diritti di superficie in diritti di proprietà nelle aree per l'edilizia economica e popolare, e li ha applicati, retroattivamente, dal 13 luglio 2012, data di entrata in vigore del Decreto Sviluppo. Chiunque abbia presentato la domanda di trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà potrà pagare il riscatto utilizzando i vecchi parametri di calcolo; chi, invece, la domanda l'ha presentata dopo quella data, dovrà pagare molto di più, in qualche caso il triplo o il quadruplo, dice l'opposizione di centrodestra, ma anche il sindaco Bonifazi, nella richiesta di parere inviata alla Corte dei conti parla di valori dei corrispettivi di riscatto «oggettivamente» triplicati.
Il centrodestra grossetano riprende da qui la sua battaglia che si era interrotta, a novembre, quando la mozione presentata da Fabrizio Rossi (all'epoca Pdl, oggi Fratelli d'Italia) per chiedere il ritiro della delibera, era stata ritirata su richiesta del sindaco Bonifazi proprio in attesa del parere della Corte dei conti che, nel frattempo, aveva chiesto.
Il capogruppo del Pdl, Giacomo Cerboni, sottolinea che la risposta della Corte dei conti è arrivata a dicembre dello scorso anno e «Noi – dice – lo abbiamo scoperto da pochi giorni, solo per caso: se il Comune non ha sentito l'esigenza di darne notizia – aggiunge Cerboni – vuol dire che c'è qualcosa che non va». Oltre al fatto che, come sottolinea anche Fabrizio Rossi, la Corte risponde che la domanda posta dal Comune era una domanda sbagliata perché «Si chiedeva alla magistratura contabile – dice Rossi – di sostituirsi all'ente nella decisione da prendere», resta il problema che il Comune sembra non sapere dove andare a parare. L'amministrazione chiede, infatti, alla Corte dei conti se ci sia e quale sia un modo per abbattere i nuovi valori di riscatto, ma una risposta non c'è. «Non sappiamo – dice Rossi – che cosa succederà», intanto, però, si applicano i nuovi parametri, salvo conguaglio. E a rimetterci – sottolinea il capogruppo della Lista Lolini, Claudio Pacella – potrebbe essere il bilancio del Comune che prevede un introito di 650mila euro dal riscatto dei diritti di proprietà nelle aree peep «Mentre le domande di riscatto presentate per il momento – dice Pacella – porterebbero appena 25mila euro». Insomma, nonostante la vicenda riguardi almeno un centinaio di famiglie che avrebbero voluto acquisire la piena proprietà dell'abitazione in cui vivono, la maggior parte di loro sta ad aspettare l'evoluzione degli eventi, perché altrimenti dovrebbe sborsare cifre molto superiori a quelle preventivate in base ai vecchi parametri di calcolo. «Altri comuni – dice l'opposizione – hanno dato tempo prima di applicare i nuovi parametri, e soprattutto, non hanno dato valore retroattivo alla decisione presa». Fortunati, dunque, quelli che hanno presentato la domanda prima del 13 luglio del 2012.
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