Proteste
Via a Bagnore 4, è subito guerra
Il coordinamento Sos Geotermia annuncia mobilitazione e manifestazioni di portata nazionale
AMIATA. Sos Geotermia, il coordinamento dei comitati amiatini antigeotermici, annuncia una mobilitazione nazionale contro l’inizio dei lavori di Bagnore 4; se la prende con gli amministratori e invita la popolazione a «fermare il saccheggio dell’Amiata».
Sos Geotermia, insomma, non sente ragioni e anche se le sue argomentazioni e alcuni dei suoi dati vengono ogni volta contestati e contraddetti da quelli forniti da Università e da Enel (è accaduto anche in una recente puntata di Striscia la notizia), il coordinamento va avanti e accusa tutti.
«Nonostante il ricorso pendente al Tar e nonostante il crescente allarme tra la popolazione, nel silenzio complice degli amministratori, l’Enel il 7 marzo ha dato il via al cantiere della centrale Bagnore 4 che, se realizzata, triplicherà la potenza dell’esistente Bagnore 3 (20 Mw) fino a 60 Mw».
E il movimento non si accontenta della risonanza mediatica, ma prosegue utilizzando le vie legali: «Il Coordinamento Sos Geotermia, oltre ad aver immediatamente allertato gli avvocati per intraprendere ogni eventuale iniziativa possibile sul piano legale, ha subito deciso che non c’è più tempo da perdere e annuncia l’indizione di una manifestazione a carattere nazionale da realizzarsi sul monte Amiata il prima possibile e che abbia come temi non solo l’immediata sospensione dei lavori della centrale di Bagnore4 e dei cantieri del cosiddetto “piano di riassetto” di Piancastagnaio».
I temi che dovranno aggregare gli ambientalisti di tutta Italia sono infatti una lunga lista che Sos Geotermia sintetizza così: «Per la politica al servizio delle popolazioni, per rivendicare il diritto a decidere su come utilizzare l’energia che serve al territorio. Contro le produzioni inquinanti, la falsa green economy, il consumo di suolo, l’avvelenamento dell’acqua e dell’aria. Per il rilancio di un programma nazionale di bonifica, messa in sicurezza e difesa idrogeologica del territorio che crei prevenzione e occupazione permanente».
Sos geotermia trova anche da ridire su quello che in una nota definisce «il ricatto lavoro - salute, laddove si annuncia che i lavori iniziali di Bagnore 4 vengono affidati a una ditta di Abbadia San Salvatore, nel maldestro tentativo di dividere i cittadini tra loro e tra “campanili”; o, come per Floramiata, voler far credere che più geotermia porti più occupazione. Preannunciamo da subito iniziative in tutti i paesi della montagna», concludono.
Intanto il dibattito prosegue a tutti i livelli. E mentre il Partito democratico annuncia un prossimo meeting sull’argomento con la partecipazione, se possibile del presidente regionale Rossi, a Bagnoli, nella sede delle ex scuole elementari, alcuni cittadini hanno organizzato un incontro per parlare di geotermia e per attivare un referendum consultivo con tre domande sul futuro della geotermia: favorevole, contrario, favorevole ma col sistema binario e non con il flash che è quello attuale. Insomma, il referendum che dovrebbe tentare la “mediazione”, se ancora mediare è possibile.
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