Proteste
Tornano di moda i “buoni maestri”
Altra Città e Aise, con Banca della Maremma, promuovono incontri sulla “bella educazione”. Partendo da Arrigo Bugiani
GROSSETO. Contrastare l’emergenza educativa del nostro tempo riflettendo sulle figure che ad ogni età si possono incontrare (a scuola e nella vita ma anche in un libro o in un film) e che sono in grado di cambiarci la vita: i buoni maestri. A queste esperienze è dedicato un ciclo di sei incontri dal titolo “Buoni maestri. Storie e riflessioni sul piacere di imparare” promosso dalla Banca della Maremma insieme all’Altra Città e all’Aise (Associazione insegnanti per la solidarietà educativa).
«Avevamo in mente da tempo un percorso di riflessione di questo tipo _ osserva il presidente de l’Altra Città Simone Giusti _ ma senza il supporto della banca non avremmo potuto realizzare un cartellone a carattere annuale. Eppure proprio in tempi di emergenza educativa c’è bisogno di fiducia e di punti di riferimento. Per questo durante l’anno il progetto permetterà di avere momenti periodici di incontro e discussione sui valori positivi dell’educazione e sul ruolo dei buoni maestri, per la crescita personale e per il valore che hanno nella comunità in cui operano».
Il maestro in senso lato dunque, visto nel suo ruolo di modello, come sottolinea la dirigente scolastica Paola Brunello che è anche presidente dell’Aise: «Come associazione siamo sul territorio dal 1994 e ci occupiamo di relazione e comunicazione con studenti e genitori. Ormai la scuola da sola non basta più a educare le giovani generazioni e occorre lanciare una nuova alleanza educativa tra chi è nel mondo della scuola e tutti i soggetti e le istituzioni di una comunità. Un progetto del genere va proprio in questa direzione».
Il primo “buon maestro” protagonista del ciclo di incontri (giovedì 14 alle 17 nella sede della Banca della Maremma di Corso Carducci 14) è il grossetano Arrigo Bugiani. L’iniziativa sarà l’occasione per conoscere meglio questa figura di scrittore ed editore nato vicino Portavecchia nel 1897, vissuto a lungo tra Follonica e il capoluogo maremmano e scomparso nel 1994 a Figline Valdarno. «Bugiani ha attraversato l’Italia essendo dipendente dell’Ilva _ ricorda Simone Giusti che in lui riconosce uno dei suoi buoni maestri pur non avendolo conosciuto personalmente _ e ovunque ha seminato cose belle e iniziative editoriali. I suoi seguaci, allievi e amici sparsi in tutto il mondo si sono dati perfino un soprannome, i nipotini di Bugiani». A ricordare il periodo grossetano di Bugiani sarà un suo amico del tempo, don Franco Cencioni, mentre Simone Giusti, Mauro Papa e Vanessa Roghi presenteranno il volume «L’esperienza letteraria di Arrigo Bugiani dal 1930 al 1958».
Per l’occasione sarà in città anche il figlio Orso, luminare di fama internazionale nel campo della neurologia. La partecipazione agli incontri è gratuita.
Info aise@laltracitta.it.
Sara Landi
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