Il Tirreno

Grosseto

Roselle attiva le ronde antidiscarica

di Sara Landi
Roselle attiva le ronde antidiscarica

Accordo col Comune: i soci Pro Loco pattuglieranno la frazione a caccia di rifiuti abusivi e chiederanno il pronto intervento

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ROSELLE. Un’intera comunità impegnata a vigilare il suo territorio per segnalare al Comune la presenza di discariche abusive e contrastare l’abbandono selvaggio di rifiuti di ogni tipo, compresi quelli pericolosi.

L’esperimento ha come partner il Comune di Grosseto e la Pro Loco di Roselle perché è proprio la frazione _ campagne comprese _ che vedrà i soci della Pro Loco (adeguatamente formati al compito dagli uffici ambiente del Comune) prendersi l’incarico di monitorare giornalmente il territorio in collaborazione con i residenti.

Ieri l’assessore all’ambiente Giancarlo Tei e il presidente della Pro Loco rosellana Andrea Bardi hanno siglato l’accordo che dà il via a questa campagna di tutela ambientale e di sensibilizzazione sul corretto abbandono dei rifiuti.

I volontari si divideranno il territorio e faranno sopralluoghi periodici per scovare cumuli di immondizia e rifiuti “fuori posto” o per verificare le segnalazioni ricevute dai propri concittadini. Una volta individuato il “corpo del reato” (perché di reato si tratta) basterà un telefonino per mandare foto e coordinate al Comune e attivare l’intervento di bonifica. Il Comune da parte sua si impegna alla rimozione delle discariche abusive entro 48 ore dalla segnalazione «a meno che _ precisa Tei _ nella discarica siano presenti rifiuti speciali o pericolosi, ad esempio eternit. In questo caso tempistica e procedura di rimozione cambiano perché bisogna per legge attivare anche l’Asl».

A contribuire alla partenza del progetto anche l’assessore Giovanna Stellini, rosellana doc. «Siamo tutti concordi _ ha detto Stellini _ sul fatto che pulizia chiama pulizia. Responsabilizzare i cittadini a rintracciare le discariche abusive significa dare vita a una filiera positiva di soluzione del problema».

Soluzione a cui, osserva Tei, si deve sempre tendere anche se «la battaglia non finisce mai. Le sanzioni servono ma paga ancor più l’educazione».

Certo, chiosa l’assessore, «si può combattere con i dilettanti dell’abbandono dei rifiuti ma esistono anche purtroppo veri professionisti che nel giro di poco tempo riescono a materializzare su un marciapiede l’intero arredamento di una casa». Infine un monito a quelle imprese che, strette nella morsa della crisi, smaltiscono i rifiuti in campagna o in periferia: «L’utenza commerciale e chi ha la partita Iva dovrebbero ricordare che, a differenza del privato cittadino che butta il vecchio materasso fuori dal primo cassonetto che trova, per l’impresa non c’è solo la sanzione amministrativa ma si va nel penale».

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