Il Tirreno

Grosseto

Milone prosciolto Non lavorava come assicuratore

di Pierluigi Sposato
Milone prosciolto Non lavorava come assicuratore

Era stato accusato di esercizio abusivo della professione Per una Rca del 2008 aveva solo portato un preventivo

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GROSSETO. Alessandro Milone è stato assolto. Era accusato di aver esercitato abusivamente la professione di assicuratore senza l’iscrizione al registro, predisponendo preventivi e incassando i premi delle polizze. Ma è stato prosciolto perché il fatto non sussiste dal giudice Sergio Compagnucci, che ha accolto la richiesta dello stesso viceprocuratore onorario Pamela Di Guglielmo e si è riservato trenta giorni per il deposito delle motivazioni.

Milone, oggi 47 anni, già al centro di altri procedimenti penali relativi allo scandalo Ras (2005), era finito sotto accusa nell’estate 2008, dopo un esposto querela di Franco Sanna e Claude Giancarlo Tincani che erano subentrati nella responsabilità dell’agenzia Ras. I due assicuratori avevano fatto presente alla Procura della repubblica che Milone avrebbe contattato un’anziana cliente nell’ambito di una proposta di passaggio da Ras ad altra compagnia di assicurazione per una Rca relativa a un’utilitaria (in uso effettivamente al figlio). Alessandro Milone avrebbe fornito un preventivo. Ma Milone, sempre secondo Sanna e Tincani, non poteva esercitare in alcun modo quel tipo di attività perché radiato nel 2006 dall’albo degli assicuratori.

La Procura aveva svolto le indagini ascoltando la donna e il figlio e arrivando alla conclusione che Milone non aveva svolto alcun tipo di illecito. Così da via Monterosa era partita una richiesta di archiviazione. Ma i due nuovi rappresentanti Ras avevano presentato opposizione e il gup, esaminando la richiesta, aveva imposto alla Procura la formulazione di un’imputazione coatta.

Così il sostituto procuratore Giuseppe Coniglio aveva dovuto citare a giudizio Alessandro Milone per un processo che si è articolato in alcune udienze, la prima delle qualil il 25 marzo 2010. Sanna e Tincani si erano costituiti parte civile con l’assistenza dell’avvocato Adami. In udienza erano stati di nuovo sentiti i due testimoni, madre e figlio. Ciò che è emerso è che Alessandro si era soltanto limitato a consegnare un preventivo per un contratto Fata che era stato stipulato dal padre Lorenzo, broker autorizzato. «Mi ha fatto solo un favore», come ha detto lo stesso figlio della cliente, che con Alessandro Milone era ed è in rapporti di amicizia. Milone avrebbe fatto solo e soltanto da intermediario, consegnando uno stampato che chiunque - come ha fatto tra l’altro notare il difensore, Laura Cassetta - può trovare su internet e stampare. Il preventivo, tra l’altro, fu consegnato da Alessandro in busta chiusa.

Anche i querelanti sono stati ascoltati dal giudice Compagnucci, davanti al quale non sono state confermate alcune delle circostanze indicate nell’esposto consegnato alla Procura.

All’ultima udienza, Milone non c’era e non c’erano nemmeno Sanna e Tincani. Requisitoria (assolutoria), arringa e camera di consiglio non hanno richiesto più di tre quarti d’ora. Il difensore dell’imputato ha ripercorso le tappe salienti dei fatti e dell’inchiesta e ha formulato la richiesta di proscioglimento, accolta dal giudice.

Alessandro Milone aveva chiuso con il patteggiamento le vicende relative alla bancarotta fraudolenta per Misaf e ai 70 capi di imputazione per i presunti illeciti commessi nell’agenzia. Resta in piedi la questione del furto (non più ricettazione) delle polizze Ras.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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