Attenzione
Domani un sit in per salvare il Palombaro
Sono in 150 dalla parte dei proprietari del ristorante sulla palafitta che potrebbe essere abbattuto
PORTO SANTO STEFANO. Una mobilitazione cittadina per dire no all’abbattimento dello storico ristorante su palafitte il Palombaro di Porto Santo Stefano.
Proprio quando scatta il countdown per il pronunciamento del consiglio di Stato, previsto per il prossimo martedì 12 marzo, che deciderà le sorti della struttura situata tra il molo Garibaldi e il Lungomare dei Navigatori, gli abitanti del capoluogo argentarino si trovano a prendere una posizione. Tutto ebbe inizio nell’estate 2011, quando il sindaco Arturo Cerulli dispose il sequestro dell’immobile, valutato come pericolante. A fronte di un sopralluogo da parte delle autorità competenti locali e una richiesta di ristrutturazione e messa in sicurezza a carico dei titolari della concessione demaniale, ne seguì un’altra da parte degli stessi per una garanzia di rinnovo dei permessi di gestione dell’esercizio. Il tutto per cercare di ammortizzare le spese e spalmarle negli anni a venire grazie ai proventi dell’attività.
Una richiesta ancora disattesa, che ha dato il via ad un’infinita battaglia legale a colpi di ricorsi al Tar e appello al Consiglio di Stato tra privati ed ente. Adesso, a pochi giorni dalla sentenza definitiva, che porterà all’abbattimento o alla strada per la riapertura di questo particolare ristorante, ecco che la gente del paese decide di stare dalla parte della famiglia che dal 1966 ha gestito l’esercizio. Dopo una massiccia presenza di persone sul web - circa 500 nel gruppo facebook “Salviamo il palombaro” - che inneggiano alla riabilitazione del luogo, ed una petizione che sta facendo il giro dei due paesi del promontorio - ecco che per domani è stato disposto un vero e proprio sit in di fronte all’immobile. Una manifestazione spontanea nata dall’idea di un singolo attivista che, da amico e compaesano dei Tantulli (la famiglia usufruttuaria del locale), ha operato per creare un’attrazione che riaccenda i riflettori sulla vicenda, puntando a guardare oltre le carte. È infatti l’aspetto umano fondato sulla dignità del lavoro e l’impegno di più generazioni nel portarlo avanti quello che i santostefanesi stanno cercando di salvaguardare. «Ottenuti tutti i necessari permessi dalla Questura, occuperemo il piazzale prospiciente al Palombaro da mattina a sera– racconta Marco Busonero, più famoso con il nome di Mark Merenda per la sua attività da Dj – Ci saranno musicisti e artisti in genere. Tutti saranno liberi di potersi esprimere in difesa del ristorante». Confermata per adesso la presenza di 150 persone, anche se il potere del passaparola potrebbe far lievitare i numeri. «Ho organizzato l'evento per mettere l'accento su una realtà particolarmente sentita in questo momento – conclude “Merenda” - La necessità di lavorare non può essere abbattuta con l'arrivo delle ruspe».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
