Sicurezza
Aggredita dal suo ex Sequestrato un coltello
Era stato trovato nell’auto di Guerrieri insieme a un cacciavite I carabinieri avevano visto anche una giacca e un paio di scarpe lavate da poco
GROSSETO. Un coltello c’è ed è stato sequestrato. È un coltello a seghetto, dalla lama lunga poco più di venti centimetri, trovato nella Renault di Massimiliano Guerrieri subito dopo che i carabinieri erano arrivati alla sua abitazione di Piombino. Se sia stata questa l’arma che mercoledì mattina ha ferito la sua ex, una giovane donna follonichese con la quale aveva avuto una relazione tempestosa, lo diranno le indagini e le comparazioni con la ferita riportata dalla vittima alla zona sopramammaria sinistra, poco sopra il cuore quindi.
Forse lo potrà dire lo stesso fermato, che questa mattina sarà interrogato nel carcere di Livorno all’udienza di convalida per l’ipotesi di tentato omicidio. Ma Guerrieri potrebbe anche avvalersi della facoltà di non rispondere al gip.
Oltre al coltello, i carabinieri avevano sequestrato quella mattina anche un cacciavite, anche questo trovato nell’auto. I militari - chiamati dalla donna ferita e arrivati sul posto anche prima dell’ambulanza del 118 - si erano presentati all’abitazione di Piombino di Guerrieri nel giro di pochissimi minuti, alle 8,20. Il motore della Renault era ancora caldo ma Guerrieri avrebbe spiegato che era appena tornato da fare la spesa alla Conad. I carabinieri avevano anche notato nel bagno un paio di scarpe da ginnastica di colore bianco che apparivano lavate da pochissimo e anche una giacca che avrebbe recato segni di una pulitura recente.
Di un coltello avevano parlato non solo la donna ma anche il figlio dodicenne, la cui testimonianza era stata acquisita dai carabinieri della Tenenza di Follonica subito dopo il fatto avvenuto nell’androne del palazzo di via Petrarca.
E il coltello è un elemento che ricorre anche tra i fatti che hanno indotto il gip Bilisari pochi giorni fa a inasprire la misura cautelare nei confronti di Guerrieri, che da qualche tempo avrebbe avuto un “semplice” divieto di avvicinamento. Perché il 2 marzo la donna aveva denunciato ai carabinieri che qualche giorno prima - esattamente il 28 febbraio - vi erano stati due episodi di minacce, che il pm Laura D’Amelio identifica come violenza privata. «Non urlare che ti stacco un braccio - avrebbe detto Guerrieri alla donna, secondo quanto contenuto nella querela - e sali sull’auto». Il cameriere piombinese di 41 anni avrebbe poi mandato degli sms dal tono rassicurante agli amici della ex che poco prima l’avevano accompagnata a casa. Ma contemporaneamente avrebbe minacciato la donna con un coltello: «Ti sbuzzo», avrebbe detto sempre mentre la coppia era in auto. Gli altri episodi di violenza contestati risalivano alle settimane precedenti e testimoniavano, secondo l’accusa, il fatto che il divieto di avvicinamento era stato violato, in base a quanto raccontato dalla donna assistita dagli avvocati Fusco, Fiorani e Cerboni.
Oggi Guerrieri deciderà se rispondere. E il suo difensore, l’avvocato Adriano Galli, non ha ancora deciso se chiedere di sottoporre il suo assistito a una perizia psichiatrica.
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