Il Tirreno

Grosseto

«Una perizia psichiatrica? Sto valutando l’ipotesi»

di Pierluigi Sposato
«Una perizia psichiatrica? Sto valutando l’ipotesi»

Tentato omicidio a Follonica, l’avvocato Galli ha incontrato in carcere lo stalker in attesa dell’udienza di convalida del fermo avvenuto mercoledì mattina

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FOLLONICA. Avvocato, servirà una perizia psichiatrica? «Sto valutando questa ipotesi. Se ce ne fosse bisogno, potrebbe essere una strada da seguire».

Adriano Galli è l’avvocato di Massimiliano Guerrieri. Lo è da tempo, dai primi casi di stalking che avevano visto coinvolto il cameriere piombinese di 41 anni. Il legale si sta concentrando sulla linea difensiva. È il momento delle domande, questo, dei perché a cui dare la risposta più appropriata in attesa dell’udienza di convalida del fermo davanti al gip di Livorno (il provvedimento è stato eseguito in territorio di competenza di quel Tribunale) che viene chiesto dal sostituto procuratore Antonella Tenerani, fino a qualche anno fa in servizio alla Procura di Grosseto.

Perché il salto di qualità, in negativo, purtroppo c’è stato. E quelli che potevano fino a ieri anche identificarsi come episodi di persecuzione, in un colpo solo si sono trasformati in un’accusa di tentato omicidio.Cosa è accaduto? Perché questa accelerazione negli ultimi dieci giorni? Perché un uomo che per due anni è rimasto sostanzialmente tranquillo, anche a causa della presenza di misure a suo carico, comunque rispettate, avrebbe afferrato un coltello per scagliarsi contro la 32enne di Follonica?

Forse una risposta la può dare anche la donna, forse la risposta principale va cercata nella mente di Guerrieri. Ieri Galli è stato a Livorno per andare a parlare in carcere con il suo assistito: «È tranquillo - dice Galli - Si prepara ad affrontare anche questa vicenda». Una vicenda che si somma a quelle precedenti e soprattutto all’aggravamento della misura preventiva decisa dal gip Bilisari, che in presenza di una querela della donna madre di due bambini (risale al 2 marzo) aveva ristabilito da due settimane i domiciliari dopo il “semplice” divieto di avvicinamento.

Se mercoledì mattina Guerrieri ha impugnato un coltello e si è spostato da Piombino a Follonica - ma lui nega - qualcosa deve essere successo. Non è da escludere che i due si siano visti in qualche modo il giorno prima, in modo proprio o improprio, e importante potrebbe essere ricostruire anche le ore precedenti l’episodio di aggressione avvenuto in un stabile che si trova proprio sopra la farmacia San Michele di Follonica.

Lo stesso Guerrieri potrebbe dare qualche spiegazione in più, come del resto aveva fatto ogni volta che era stato interrogato e aveva portato elementi. Ma è da vedere se risponderà durante l’udienza di convalida del gip.

Quello che è invece sicuro è che i genitori di Massimiliano «sono disperati», aggiunge Galli che ieri è stato a trovare anche loro. Il padre è pensionato, la madre è invalida. Hanno assistito a quanto avvenuto in questi mesi, addirittura anche all’arrivo dei carabinieri che mercoledì mattina si sono presentati a casa loro per prelevare Massimiliano e portarlo in carcere. Anche loro aspettano risposte. Anche loro vogliono che Massimiliano, se ha bisogno, venga curato.

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