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Sos carabinieri: «Stazione a rischio addio»

di Gabriele Baldanzi
Sos carabinieri: «Stazione a rischio addio»

ROCCASTRADA. «Alla fine ce l’hanno fatta. È molto molto probabile, a giugno, la chiusura della locale stazione dei carabinieri». Lo scrive, in un documento-denuncia, l’ex consigliere comunale di...

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ROCCASTRADA. «Alla fine ce l’hanno fatta. È molto molto probabile, a giugno, la chiusura della locale stazione dei carabinieri».

Lo scrive, in un documento-denuncia, l’ex consigliere comunale di Roccastrada Fabrizio Tronconi, rammaricato per come, a suo dire, è stata gestita questa vicenda. «Roccastrada, un tempo, era il centro nevralgico, amministrativo e logistico, di un ampio territorio - scrive Tronconi - possedeva le carceri, la Pretura, l’esattoria, il centro di collocamento, l’ufficio distrettuale delle Imposte dirette, la tenenza dell’Arma, la Siae, il circolo Arci e perfino un presidio delle suore. Un po’ alla volta abbiamo perso tutto. Chi ringraziare? Da un lato la classe politica locale, dall’altro scelte regionali e nazionali compiute a vantaggio di ruffiani e raccomandati».

Ma andiamo un attimo a ritroso. La caserma dei carabinieri del capoluogo è in bilico da diversi anni. E non è una questione di numeri. Il 30 settembre 2012 - lo ricordiamo - sono scaduti i termini di una decennale procedura di sfratto giunta a conclusione per la sede storica di via Nazionale, palazzo di proprietà degli eredi Bernabei. È stata tuttavia strappata una proroga (di 12 mesi) per mettere a punto il piano B, cioè avviare e concludere la ristrutturazione del fabbricato di via del Pino, dove i carabinieri dovranno poi trasferirsi.

Nel 2008, infatti, il Comune siglò un contratto di acquisto e divenne a tutti gli effetti proprietario dell'edificio ex Enel di via del Pino, destinato a diventare la sede della nuova caserma dei Carabinieri. C’era Leonardo Marras, all’epoca, a governare il territorio e il rogito con l’Enel coronò un lungo percorso di collaborazione tra Comune, Arma e Prefettura di Grosseto. Sembrava fatta. Da allora, però, l’edificio è rimasto inutilizzato. Oggi ci sono le erbacce a circondarlo.

Tronconi è giustamente preoccupato. «Tanti roccastradini non si fidano e temono il trasferimento degli uomini nelle stazioni vicine, con il presidio che subirebbe una storica interruzione. Tutto questo in un contesto sociale che a Roccastrada negli ultimi anni ha subito un drastico peggioramento. Basta leggere quotidianamente la cronaca locale e le statistiche sulla illegalità. Tutti, ovunque, chiedono aumenti di organico delle forze dell'ordine e invece noi, a Roccastrada, le mandiamo via…».

Secondo Tronconi, che è anche un tecnico, l’immobile di via del Pino strutturalmente è in buone condizioni, ha un ampio parcheggio adiacente, un percorso che gira intorno all’edificio e una robusta recinzione a difesa. La scelta dell’acquisto compiuto a suo tempo è stata quindi felice. Si tratta adesso di passare alla ristrutturazione, in tempi rapidissimi. Tronconi si augura infine che le voci sulle inadempienze dell’amministrazione e il trasferimento della caserma si rivelino infondate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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