Italia
Morì in un tragico fuori strada L’amica patteggia dieci mesi
Sotto accusa per omicidio colposo una giovane santostefanese: ha risarcito il danno Mirko Atzori era morto dopo poco più di una settimana al policlinico delle Scotte di Siena
MONTE ARGENTARIO. Lei era al volante, lui sul sedile del passeggero. Lei aveva perso il controllo della Smart, lui era stato sbalzato fuori dall'abitacolo. Lei era rimasta ferita non gravemente, lui era morto dopo poco più di una settimana. Quell'incidente con esiti mortali, avvenuto il 28 novembre 2010 sulla strada Panoramica aveva sconvolto tutta la comunità di Monte Argentario, perché entrambi i giovani erano conosciutissimi. Adesso per Lorenza Loffredo, oggi 22 anni, è arrivato il momento del giudizio per omicidio colposo: assistita dall'avvocato Massimiliano Arcioni ha patteggiato 10 mesi e 20 giorni per la morte di Mirko Atzori, 28 anni, il cui cuore aveva cessato di battere il 6 dicembre 2010 al policlinico delle Scotte di Siena. Pena sospesa. Il giudice dell'udienza preliminare Valeria Montesarchio le ha anche sospeso la patente per 6 mesi.
Secondo l'accusa, sostenuta dal pm Maria Navarro, Loffredo era diretta da Porto S.Stefano verso Cala Piccola alla guida di una Smart Fourtwo. L'incidente era avvenuto al km 2, 7 all'altezza della curva denominata Bozzi, nei pressi della Cacciarella, proprio davanti ai cancelli di villa Feltrinelli: l'auto avrebbe affrontato la curva in modo errato, sia per la velocità (75 km/h) sia perché il fondo era bagnato a causa della pioggia. La Smart era andata a sbattere contro un muro in tufo per poi capovolgersi. In quei secondi, Mirko era stato sbalzato fuori dall'abitacolo e aveva sbattuto più volte contro il terreno. Era l'alba di una domenica. Lorenza si era vista l’amico in condizioni disperate e aveva sempre sperato che i medici potessero salvarlo. Mirko, già dipendente di un supermercato e poi impiegato nell'attività di diporto nautico, aveva riportato gravi traumi in varie parti del corpo.
Nella quantificazione della pena, il giudice ha tenuto conto della riparazione del danno da parte dell'imputata e le ha concesso anche le attenuanti dovute all'incensuratezza.(p.s.)
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