Il dolore
Mabro: riparte lo stato d’agitazione
Otto marzo amaro per le vestaglie azzurre. I sindacati: «Il piano di rientro è irricevibile, si torna subito in Regione»
GROSSETO. Ora è stato d’agitazione. poi, probabilmente, ci sarà anche uno sciopero. Quello che è certo è che all’ex Mabro l’unità sindacale si è ricomposta sul piano di rientro degli stipendi che Andrea Barontini ha presentato due giorni fa alle rsu e ai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. Un piano che non risponde agli accordi presi in Regione, al tavolo dell’assessore Simoncini. E proprio al responsabile del Lavoro e dello Sviluppo economico della Toscana ieri si sono rivolti i segretari dei tessili dei sindacati. «Abbiamo chiesto un incontro urgentissimo - spiega Fabio Della Spora, segretario della Cisl - e siamo disposti ad andare subito a Firenze. La questione è seria per un motivo molto semplice: Barontini non doveva presentare quel piano di rientro ai lavoratori e ai sindacati, ma avrebbe dovuto parlarne proprio con Simoncini. I patti erano altri e non sono stati rispettati». Pensare di arrivare a novembre per finire di riscuotere gli stipendi di dicembre e gennaio è impensabile. «Per questo l’assemblea ha proclamato lo stato d’agitazione - spiega Della Spora - Tutta questa vicenda dovrà essere chiarita al più presto e nelle sedi opportune».
Oggi intanto, le vestaglie azzurre si preparano a festeggiare l’ennesimo otto marzo di protesta. Nadia Perino, ieri sera, nemmeno si ricordava che oggi era la festa della donna. «Saremo con un banchetto alla Camera di commercio - spiega - e porteremo lì anche le pubblicità dell’azienda». Quei grandi cartelloni con i modelli che indossano abiti cuciti da loro sono l’unico valore aggiunto che le vestaglie azzurre possono proporre alla loro città.
Oggi davanti alla fabbrica ci saranno anche le telecamere di Presa Diretta, la trasmissione di Rai 3 che incontrerà le donne della Mabro. «Tante di noi sono state lasciate a casa proprio oggi - dice ancora Nadia Perino - molte sono in cassa integrazione. Chi è a casa difficilmente potrà essere lì. Siamo senza stipendio e non abbiamo nemmeno più i soldi per mettere la benzina».
All’assemblea, ieri mattina, c’era più delusione che rabbia. Si continua a lottare, sì, ma con la delusione di non aver visto mantenere nemmeno questo impegno, preso a un tavolo istituzionale e sottoscritto, seppur a malincuore, anche dagli stessi lavoratori.
«Come sempre poi - aggiunge il segretario dei tessili della Cisl - si arriva sempre a dare queste notizie ai lavoratori a ridosso dei giorni di paga. In questo modo è assolutamente impensabile andare avanti». Le parole di Della Spora, all’assemblea, sono state sottoscritte anche da Santini (Cgil) e da Franceschetti (Uil). Parole che raccontano, oggi, un’unitarietà di lavoratori e sindacati che si basa su una proposta giudicata dalle organizzazioni «sballata e irricevibile».
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