Il Tirreno

Grosseto

«Io non mi candido» Gabriella Orlando smentisce i rumors

di Maurizio Bernardini
«Io non mi candido» Gabriella Orlando smentisce i rumors

Confcommercio, ancora fibrillazioni in vista dell’assemblea che rinnoverà i vertici. Parole dure sulla gestione Regina

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GROSSETO. «Non mi sono mai candidata alla direzione»: così Gabriella Orlando, responsabile selezione e formazione Confcommercio, smonta le voci che la danno vicina al ruolo di vertice dell’associazione di categoria.

La Orlando sceglie di dire la sua convocando la stampa negli uffici di via Tevere. «Mi hanno tirata in ballo, voglio fare chiarezza», aveva detto. E così è stato: «È competenza esclusiva degli organi sociali, consiglio direttivo, giunta e presidente, individuare e incaricare il futuro direttore».

Già, perché il rinnovo delle cariche partirà dall’assemblea del prossimo 18 marzo: quel giorno saranno ridisegnati ruoli e futuro. Ma da dove nascono le “fantasie” che accostano il nome della Orlando alla figura di direttore? «Le prime chiacchiere cominciarono sotto la direzione di Paolo Regina: non ho mai condiviso la sua impostazione e sono stata la persona che più l’ha contrastato. Forse si voleva far credere che io agivo così perché avevo interesse a prendere il suo posto».

Ed è proprio sulla passata gestione che la Orlando si sofferma: «L’operato di Regina creò un gran malcontento tra gli associati. Su tutte le scelte a mio giudizio sbagliate ricordo la completa cancellazione dell’ufficio sindacale, rimasto scoperto dal 2007 al 2010. Pensare che quello è il fine della Confcommercio, il suo compito. E invece niente, si pensava a organizzare eventi. Dovevano essere la ciliegina sulla torta, ma non fu così».

Insomma, per la Orlando la Confcommercio targata Regina si era tramutata in “eventificio”, trascurando il supporto ai negozianti nella risoluzione dei problemi quotidiani.

Giusta o no che sia questa analisi, i fatti dicono che in quel periodo forte fu l’emorragia di associati, in particolare in centro storico. Ed è proprio nel salotto buono della città che un gruppo di “indipendenti” guidato da Giampaolo Baldi dimostrò di avere i numeri per poter dire la sua sugli equilibri che avrebbero poi portato alla nascita del Centro commerciale naturale.

Insomma, a sentire la Orlando Regina non lasciò per scelta, ma spinto da un clima a lui poco favorevole. Su chi abbia svolto un ruolo determinante nella presunta opera di “sfiducia” a Regina, Gabriella Orlando ha le sue idee.

Ma il passato è passato. C’è da guardare al futuro e la Orlando chiude la conferenza stampa ricordando il lavoro dei suoi colleghi: «Sono in Confcommercio dal 1979, ho fatto tutta la gavetta e conosco bene l’ambiente interno: da noi esistono risorse molto importanti, da valorizzare. In molti lavorano nell’ombra».

Un accenno che pare qualcosa di più d’un semplice richiamo di una responsabile area. Ma in effetti il discorso della Orlando è stato chiaro: «Io non mi sono candidata a nulla».

Un “petalo” in meno nella rosa dei papabili, dunque. O forse no. Le grandi manovre in Confcommercio continuano, difficilmente prima del 18 si scopriranno le carte.

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