Il Tirreno

Grosseto

Bruciare sterpaglie, si può La Regione ha dato l’ok

di Fiora Bonelli

A patto che gli agricoltori reimpieghino nel ciclo colturale la cenere dei fuochi La soddisfazione dei lavoratori delle campagne che erano pronti a manifestare

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CASTEL DEL PIANO. Buona notizia e soprattutto notizia lampo per gli agricoltori amiatini. Da oggi, infatti, chi ne ha bisogno potrà bruciare le sterpaglie e le potature senza il terrore di incappare in multe da vertigine o anche nell’arresto. Infatti, il settore programmazione agricola forestale della Regione Toscana, mette un punto fermo ai a quesiti arrivati dalle istituzioni. «Le sterpaglie e le potature si possono bruciare, a patto di reimpiegare nel ciclo colturale la cenere dei fuochi». Finalmente, insomma la Regione Toscana placa il grande scompiglio per la possibile perdita di una pratica che permetteva di tenere in ordine campagne e bosco da tempi immemorabili.

Una simile disposizione avrebbe finito per mettere in ginocchio la già tartassata economia agricola della zona. Si era subito mosso il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci e il presidente dell’Unione dei comuni Franco Ulivieri, i quali adesso specificano che «la Regione, richiamando l’art 39 della legge regionale 39 (Legge forestale) e l’art. 57 bis del regolamento forestale della Toscana, sottolinea che gli abbruciamenti e la triturazione del materiale ligneo cellulosico rientrano nel normale ciclo colturale agroforestale e non rappresentano una violazione della normativa sui rifiuti».

Bruciare o triturare, dunque, non è considerato illegittimo smaltimento dei rifiuti. Infatti gli ultimi emendamenti hanno escluso dal novero dei materiali da smaltire come rifiuti, la paglia, gli sfalci e le potature o altro materiale agricolo utilizzato in agricoltura o anche le biomasse usate per la produzione dell’energia, una disposizione che è in piena sintonia con la direttiva comunitaria 2008/98/Ce. «Ovviamente - avverte l’ufficio regionale - quando vi fosse pericolo per la salute a causa di gas, vapori o fumi, dovrà intervenire l’altro strumento comunale, quello della tutela della salute e igiene pubblica. In ogni caso i controlli non sono sospesi, per verificare la natura del materiale bruciato». Questa, dunque, la risposta ufficiale della Regione Toscana arrivata in tempo utile per placare le forti rimostranze degli agricoltori che già stavano preparandosi a una dimostrazione di piazza. Il sindaco Franci e il presidente dell’Unione dei comuni Amiata grossetana Franco Ulivieri ringraziano la Regione e il Corpo Forestale dello Stato per aver districato una matassa che aveva messo in allarme gli agricoltori, da giorni e giorni, ormai, fermi nell’attività dell’abbruciamento, in un momento, fra l’altro in cui è in corso la potatura degli oliveti.

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