Sicurezza
Anche il musicista quella sera aveva bevuto
Morte nell’agriturismo, nuove anticipazioni dell’autopsia. Ieri interrogata la moglie del nipote
ROCCASTRADA. Anche lui aveva bevuto quella sera. Joachim Jean Grzecha aveva in corpo parecchio alcol quando si era scatenata la lite: 2,08 grammi per litro di sangue, quattro volte il limite consentito per la guida, giusto per fare un paragone.
Lo ha accertato il medico legale Matteo Benvenuti, anticipando alle parti le conclusioni dell’autopsia sul musicista polacco che aveva trovato la morte poche ore dopo il suo arrivo in Italia, nell’agriturismo di Roccastrada dove era ospite di parenti, entrambi in carcere (Arkadiusz Stanislaw Hadamik nipote della vittima e Adam Jerzy Klekopt cognato del primo) con l’ipotesi di omicidio preterintenzionale, perché avrebbero pestato l’uomo di 54 anni fino a causarne il decesso. «Io vado a letto», avrebbe detto Arkadiusz. «Vai a letto a tromb... con tua moglie», avrebbe risposto il musicista. E questa frase avrebbe scatenato il putiferio.
Una morte sulla quale comunque l’incidente probatorio (sarà sentito il figlio 16enne della vittima) e gli interrogatori dei due indagati dovranno fare luce.
Intanto ieri è stata interrogata Barbara Agnieszka Hadamik, la moglie di Arkadiusz, indagata per favoreggiamento perché nelle sue dichiarazioni testimoniali avrebbe omesso vari episodi avvenuti quella notte. Un’ora e mezzo davanti al pm Maria Navarro, con l’assistenza dell’avvocato Romano Lombardi: «Una versione che collima sostanzialmente con quanto risulta dalle altre testimonianze», si limita a dire il legale. E cosa non collima? Il fatto che la donna ha negato di aver visto usare l’attizzatoio, il ramaiolo e il coltello per l’aggressione come ipotizza l’accusa. Un fatto che si potrebbe spiegare con l’andirivieni della donna dalla cucina, teatro della lite, alla camera da letto dove c’era il figlio con la febbre. Del resto, fanno osservare tutti i difensori, l’esame autoptico ha accertato solo l’esistenza di 2-3 piccoli tagli riferibili al coltello. Mentre il figlio dice che quello con l’attizzatoio sarebbe stato solo un gesto tentato e che il ramaiolo avrebbe colpito alle spalle suo padre con due o tre colpi. Insomma, nessun colpo idoneo a causare direttamente la morte, con i difensori Pagano e Bulleri che aspettano dalla Polonia la documentazione medica sullo stato di sofferenza del cuore di Grzecha.
Barbara avrebbe anche parlato di una colluttazione reciproca, di strattoni, di una lite con tutti e tre attori. «Avevo provato a separarli». Barbara quella aveva anche parlato con la sorella del musicista, che abita a Sassofortino, chiedendole di venirlo a prendere perché Joachim era diventato molesto e tutti erano ubriachi. Nessuno di loro era in grado di guidare. Ma da Sassofortino l’auto era partita solo più tardi. (p.s.)
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