Il Tirreno

Grosseto

principina a mare

«Adottare un pino? No grazie»

Dopo i furti, esplode l’amarezza per il degrado del verde pubblico

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PRINCIPINA A MARE. A Principina a mare è tornato l’incubo dei furti. Negli ultimi giorni ne sono stati messi a segno ben sei nelle case, più un altro in uno stabilimento balneare già bersaglio - da alcuni anni - di varie incursioni criminali. Tra abitanti e commercianti riesplode l’amarezza, ma all’allarme per i malviventi si aggiunge quello (mai sopito) per le “magagne” di cui la frazione soffre. La pineta incolta, le buche, la sporcizia, il sistema fognario mal funzionante, la scarsa illuminazione.

A poco è servita la proposta avanzata pochi giorni fa dal Comune di Grosseto, per rivitalizzare la pineta “adottando un pino”: una trovata lanciata ai privati, ma ritenuta del tutto inadeguata - a sentir loro - per risollevare le sorti del verde pubblico. L’idea del Comune sarebbe quella di curare la pineta, stare dietro alla manutenzione, potare, tagliare i rami secchi, tener pulito tutto, abbellire i fazzoletti di terra con panchine o lampioni. Un invito rivolto ai cittadini, ma anche alle associazioni o alle attività commerciali di Principina e che però, a quanto pare, non ha ottenuto il gradimento previsto. Ieri un nutrito gruppo di cittadini e commercianti, amareggiato, è intervenuto a seguito dei furti. «Siamo indignati - dicono - per la situazione di Principina, a nostro parere non tenuta nella giusta considerazione dagli amministratori. Forse non se ne accorgono, ma le strade sono malconce, c’è una generale situazione di degrado e trascuratezza: i vialetti sono abbandonati, le buche mai sistemate, le strade buie. I furti - dice il gruppo di abitanti - per quanto assurdo sono solo l’ultimo dei problemi. Per noi è provocatoria e indecente - dice il gruppo - l’idea che il Comune avanza per salvare la pineta. Praticamente si propone che noi, con tutto quello che già spendiamo compresa l’aliquota massima dell’Imu al 10,6% sulle seconde case, ci autotassiamo, e spendiamo ancora altri soldi “nostri” per adottare parti di pineta. Loro non hanno soldi, non mettono a posto né strade né pineta, e chiedono a noi di fare altri sacrifici economici. Rispondiamo con una provocazione. Ci piacerebbe che il Comune riconoscesse il volontariato gratuito, per esempio ritoccando al ribasso l’aliquota Imu o contribuendo economicamente in qualche modo, per esempio finanziando un piccolo consorzio».

Elisabetta Giorgi

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