Il Tirreno

Grosseto

Un incubo lungo 3 anni tra querele e processi

di Francesca Gori

Massimiliano Guerrieri era agli arresti domiciliari fino a due settimane fa Il tribunale aveva poi disposto l’obbligo di non avvicinamento alla sua ex

3 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. «Ho paura che possa farmi ancora del male, ho tanta paura». Lo ha detto una volta, due volte, tre volte. Lo ha detto ai suoi familiari, ai suoi amici, anche ai suoi avvocati e ai carabinieri. Lo sapevano tutti che quell’uomo non l’avrebbe lasciata stare. L’incubo della mamma accoltellata ieri mattina, come capita a volte nel cerchio della vita, si è chiuso così come era cominciato. Con un coltello. Tre anni fa circa glielo ha rivolto contro, per minacciarla, ieri mattina, ha cercato di piantarglielo nel petto.

Massimiliano Guerrieri abita a Piombino e di lavoro fa l’operaio. I carabinieri cominciano a conoscerlo tre anni fa, quando la donna, esasperata, lo denuncia. Presenta tre querele. Ma lui non sembra essere impensierito dal fatto che i militari sanno della sua ossessione. Va avanti, finché non riesce a entrare in casa dell’allora trentenne, nascondersi dietro al letto della donna per poi sbucare dal nulla. Afferra quel coltello, poi la minaccia e per due ore la tiene in balìa della sua ossessione. Lei riesce a liberarsi solo grazie all’arrivo dei carabinieri chiamati dall’ex marito. L’uomo aveva telefonato per sapere se la donna stava bene e lei, pur dicendo che «sì, mi faccio la doccia e vado a letto», aveva fatto sentire che qualcosa non andava. Era bastata una sfumatura nella sua voce per far arrivare i carabinieri a Cassarello e portare via l’uomo.

Ma nemmeno il carcere è servito a tenerlo lontano da lei. La donna, seguita dagli avvocati Francesca Fusco, Domenico Fiorani e Roberto Cerboni, lo ha denunciato. Una decina di volte, almeno. E di processi penali a suo carico, ce ne sono tre. Uno al tribunale di Livorno per stalking, danneggiamento e lesioni, gli altri due a Grosseto, per stalking, sequestro, furto e anche per molestie. Anche quando era agli arresti domiciliari, disposti dal giudice a fine febbraio, non ha smesso di tempestarla. Lei, un anno fa, aveva anche creduto alle sue parole. «Sono cambiato - le aveva detto - dammi un’altra possibilità». E qualche volta, nel cuore di una donna può anche crescere la speranza che davvero la vita possa essere diversa e l’inferno possa finire.

Quindici giorni fa a Guerrini (difeso dall’avvocato Adriano Galli), sono stati revocati gli arresti domiciliari. Aveva però il divieto di avvicinamento. Non si dava pace, però, della scelta fatta dalla donna ed è tornato ad essere la sua ombra: a seguirla, a chiamarla, a volerla a tutti i costi.

Ieri mattina, quando i carabinieri sono andati nella sua casa di Piombino, avrebbe negato. E avrebbe anche dimostrato stupore di fronte ai militari che erano lì. Come se tutto quel sangue e quelle lacrime negli occhi dei due bambini non fossero mai esistiti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa