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Eroina da fumare venduta ai giovanissimi

Eroina da fumare venduta ai giovanissimi

Due ventenni patteggiano in tribunale: spaccio nella macchia tra Gavorrano e Massa Marittima

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FOLLONICA. Tra Potassa e il lago dell’Accesa la macchia si estende senza soluzione di continuità. Qui, nei boschetti che costeggiano la strada, una banda di tunisini avevano trovato luoghi che credevano essere sicuri per incontrare i loro clienti, quasi tutti ragazzi giovani, in alcuni casi giovanissimi e minorenni ai quali vendevano eroina. Droga confezionata in dosi pronta per essere fumata. Droga che arrivava spesso da Pisa, dove la banda di tunisini, arrestati poi dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Massa Marittima, aveva base. Ma le propaggini, i punti di spaccio, in Maremma, non si limitavano soltanto alla zona che va da Gavorrano a Massa Marittima. Quell’eroina arrivò anche a Follonica e a Roccastrada. A fare da tramite in alcuni casi tra la banda dei tunisini e i ragazzi che acquistavano da loro le dosi, erano anche dei giovani di Follonica. Due di loro, hanno patteggiato in tribunale.

Arianna Montomoli, 25 anni e Denys Ciurli, 21 anni, sono finiti nei guai per detenzione e spaccio di stupefacenti. I due ragazzi, insieme ai tunisini che avevano scelto di utilizzare la macchia delle Colline metallifere per incontrare i loro clienti, hanno dovuto rispondere di più di un episodio: avevano una serie di clienti quasi abituali, ragazzi giovani (in almeno un caso anche una minorenne) che rifornivano loro. In tribunale, i due ragazzi hanno anche dovuto rispondere dell’accusa di aver trasportato, in alcuni casi, lo stupefacente da Pisa alla Maremma. Tutto tra il febbraio del 2011 e l’aprile dello stesso anno.

I carabinieri stavano dietro alla banda da un po’ di tempo. Arianna Montomoli ha dovuto anche rispondere di resistenza a pubblico ufficiale.

La ragazza era in auto con Ramzi Talbi, uno dei tunisini arrestati, quando, a bordo di un’auto, stava attraversando il comune di Roccastrada.

I carabinieri avevano allestito un posto di blocco per fermare quell’auto, sulla quale sapevano che stavano viaggiando i due giovani. Arianna era alla guida di un’Alfa Romeo 147.

Talbi, seduto accanto a lei la incitava a spingere più forte il piede sull’acceleratore. Per poco, la ragazza non ha investito i militari, che si sono salvati gettandosi per terra.

I due ragazzi hanno patteggiato, con il consenso del pm Alessandro Leopizzi e il giudice per l’udienza preliminare Valeria Montesarchio, ha disposto l’applicazione di un anno e 10 mesi e 9mila euro di multa per Denys Ciurli e un anno, oltre a seimila euro di multa per Arianna Montomoli (entrambi difesi dall’avvocato Adriano Galli).

Il giudice ha disposto per entrambi la sospensione condizionale della pena e li ha entrambi condannati al pagamento delle spese di custodia cautelare in carcere. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione Massa