Finanza
«Dateci un lavoro per restare»
L’appello dei quattro ghanesi rimasti senza case di accoglienza. Per altri durerà ancora sei mesi
GROSSETO. L’Emergenza Nord Africa proseguirà per altri sei mesi. È il sunto di una circolare del ministero dell’interno che estende la proroga del programma di accoglienza per i rifugiati politici dalla Libia solo a determinati requisiti.
Secondo una stima nazionale in tutta Italia sono ancora 1.100 i profughi appartenenti ai cosiddetti gruppi vulnerabili con possibilità di vedersi estesa la tutela dopo il limite del 28 febbraio (che a sua volta aveva prorogato il termine del 31 dicembre 2012 e prima ancora del 31 dicembre 2011). Si tratta, per i “vulnerabili” dei casi di disagio maggiore: sono i minorenni, disabili, single con bambini oppure ancora chi ha subìto torture e stupri.
A Grosseto nessuno però sembra rispondere a questi requisiti: il programma in città di fatto è terminato, tanto che come conferma il funzionario del Coeso Massimiliano Marcucci «la struttura che ospitava i ragazzi, tutti cittadini stranieri con regolare permesso di soggiorno, situata in via Trento è stata liberata».
Anche a Batignano presto la casa di accoglienza sarà vuota, senza giovani e coppie di nigeriani che ci hanno vissuto per quasi un anno. Una volta incassato l’assegno da 500 euro dello Stato, si è concluso per molti il periodo di protezione che in tutta la Maremma ha visto coinvolte oltre Grosseto anche le zone di Cinigiano, Orbetello e Massa Marittima.
Proprio la cittadina di san Cerbone (vedi a fianco) ospiterà invece circa tre famiglie con problemi evidentemente seri: sono dunque le uniche famiglie a restare aggrappate al programma di accoglienza, che quindi ancora non hanno firmato e ottenuto la buonuscita statale.
La cosa non è andata giù a quattro giovani nigeriani, ospitati in questa settimana in albergo e ancora a Grosseto dopo aver chiuso l’esperienza in via Trento. I più fortunati hanno già trovato rifugio altrove, da amici o conoscenti. E sono partiti venerdì scorso per altre destinazioni. Nuove vite. Loro no. «Noi siamo andati via dai centri e adesso siamo fuori da tutto- dice Razah, giovane ghanese - se avessimo saputo prima della proroga forse non avremmo firmato e adesso avremmo ancora un tetto sopra la testa».
Una sorta di “inganno ministeriale” che non va giù. Già, la loro permanenza in albergo durerà ancora fino a domani. Un solo giorno. Poi chissà. Ed ecco il loro appello.
«Siamo soli e non abbiamo soldi, o ne abbiamo troppo pochi per restare. Cerchiamo qualcuno che ci offra un lavoro, un qualsiasi lavoro per poter guadagnare qualcosa e rimanere a Grosseto. Rifarsi una vita senza lavoro non sarà possibile». Gli spieghiamo che il periodo invernale e la crisi non saranno forse d’aiuto alle loro richieste. Ma non disperano. «Any job», qualsiasi lavoro, ripetono mentre girano per le strade. in cerca di una speranza.
Continuano a chieder aiuto agli uffici del Coeso di via Chiesa, dove eventualmente qualcuno può informarsi per poterli aiutare con qualsiasi tipo di offerta lavorativa.
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