Finanza
Confcommercio, lo scontro è servito
Almeno due gruppi si contendono il prossimo 18 marzo la dirigenza dell’associazione di negozianti
GROSSETO. Resa dei conti, guerra interna o sana lotta di successione il succo non cambia: in Confcommercio si fibrilla. L’assemblea che rinnoverà gli organi dirigenziali è fissata per lunedì 18 marzo. Potranno prendervi parte tutti gli iscritti all’associazione, ma dovranno essere in regola con il pagamento della quota per l’anno in corso. Quella del 18 è una data troppo vicina per scansare in avanti ipotesi, umori e strategie. Tanto che iniziano a delinearsi le forze in campo: da un lato l’apparato “uscente”, con Simone Baldassari e il presidente Filippo Lombardelli in prima linea. Dall’altra un gruppo di storici commercianti, su cui spiccano (almeno queste le indiscrezioni) le figure di Alessandro Andreini, Riccardo Colasanti e Danilo Ceccarelli.
Ci riprova. Simone Baldassari è il coordinatore dimissionario. Ma non ha mollato. O almeno non in via definitiva. Sì, perché l’uomo alla guida della Confcommercio, arrivato per rimettere insieme i cocci lasciati nel post Regina, non ha mai escluso un ritorno: «La base associativa – dice - ha apprezzato il lavoro che è stato fatto. Ciò che è importante è il progetto, non la persona. Un progetto fatto di trasparenza, vicinanza agli iscritti, operatività sul campo. Cosa mi aspetto per il 18 mattina? Che ci sia un confronto dettagliato su quello che è stato fatto sino a oggi. Di solito le presenze in assemblea non superano le cento persone. Ma a questo giro credo la cifra sarà quadruplicata». Ma chi sta dalla parte di Baldassari? Tanto per iniziare circola il nome della presidente del Centro commerciale naturale di Follonica, Liana Spinicci. Poi ci sarebbe Giancarlo Francia, del comitato albiniese Vita e Carlo De Simone, del consorzio Welcome Maremma: «Secondo me Baldassari merita la conferma. A Orbetello, nel trattare il dopo alluvione, ha lavorato bene». Ed è proprio dalle parti della cittadina lagunare che il coordinatore uscente pare poter vantare il maggior numero di consensi. C’è poi da considerare che tutte queste realtà (Ccn, Consorzio e comitato, ndc) contano molti esercenti iscritti. E con il sistema delle deleghe (possono esserne presentate due a persona) non dovrebbe essere difficile arrivare a numeri ragguardevoli.
Gli sfidanti. Sull’altro lato pare esserci il gruppo capitanato da Andreini e Colasanti, ma non solo: anche all’interno dell’associazione, tra i dipendenti, pare che la fazione possa contare su un certo sostegno. In particolare entro le “distanti” stanze di via Tevere, sede dei centri d’assistenza tecnica, qualcosa pare muoversi. Gabriella Orlando, responsabile formazione e selezione, è data da molti come possibile nuova direttrice (stesse voci circolarono all’addio di Paolo Regina, ndc). Un’ipotesi smentita con forza dall’interessata. Il tempo chiarirà le cose. E Giampaolo Baldi? Il capo degli Indipendenti, in rotta di collisione con la gestione Regina, è tornato in Confcommercio. Anche lui, secondo molti, sarà della partita. Così come incerto resta il ruolo di Enrico Collura, vice di Baldi nel gruppo (ex) indipendentista: sino allo scorso anno aveva in tasca la tessera Confesercenti, oggi non l’ha ancora rinnovata: «L’ho fatto per risparmiare» dice. Ma qualche dubbio su un clamoroso rientro in Confcommercio viene. Così come sembra possa tornare in auge Orazio Olivo.
Maurizio Bernardini
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