Sicurezza
Accoltellata dall’ex davanti ai suoi figli
Il bambino più piccolo è corso a dare l’allarme : «Aiuto, la mamma è morta» Soccorsa subito, la donna è viva per miracolo. Arrestato un quarantunenne
FOLLONICA. «Mamma è morta». Lo grida con tutto il fiato che ha. «Mamma è morta» grida, mentre gli occhi si gonfiano di lacrime, turbati da una violenza che i suoi sette anni forse non riescono a comprendere fino in fondo. «L’ha accoltellata» dice il fratello, al suo fianco. Lui di anni ne ha undici, quel tanto in più che basta per capire meglio cosa sia successo. «L’ha accoltellata». È stato lui, Massimiliano Guerrieri. Lo stesso che da anni ormai perseguita la giovane mamma, 32 anni di Follonica, costringendola a denunciarlo per stalking e altri reati, visto che la sua ossessione l’ha portato anche a gesti estremi, lontani da ogni logica.
I due hanno avuto una breve relazione tempo fa ma lui, 41 anni di Piombino, non ne ha mai accettato la fine. Ma anche lei, in diverse occasioni, ha ceduto a sms che sembravano di riavvicinamento. Ieri mattina però la furia ha preso il sopravvento: Guerrieri ha aspettato la donna fuori dalla casa del padre, dove si era rifugiata da un mese, e l’ha colpita con un coltello sotto gli occhi dei suoi figli, frutto del matrimonio con l’ex marito, per poi scappare. «Porta i bambini a scuola, portali via di qui» ha detto la giovane alla donna che l’ha soccorsa. Le ferite non sono state profonde, nessun organo è stato leso, ma è stata comunque trasferita con Pegaso all’ospedale di Grosseto.
Nello stesso momento, i carabinieri della tenenza di Follonica hanno arrestato l’aggressore a Piombino per tentato omicidio. «Sono anni che va avanti così – spiega la moglie del padre, la stessa che l’ha soccorsa – Ma finché non succede la tragedia non si fa niente».
Questa è la storia di un incubo da cui una giovane madre non si è voluta svegliare. Inizia qualche anno fa quando la donna, separata dal marito con cui ha avuto due figli, conosce l’uomo di Piombino. Tra loro c’è una relazione che durerà soltanto pochi mesi. Ma tanto è bastato per far crescere in lui un amore malato, che ben presto è sfociato nell’ossessione, quando lei decide di lasciarlo. In quel momento finisce la relazione, ma inizia l’incubo, terminato solo ieri mattina in quel cortile di via Petrarca, sotto una pioggia fitta e nel rosso del sangue. Non è stata la prima volta che la donna si è trovata davanti un coltello. Era già successo nel 2011 e a impugnarlo era stato ancora una volta Guerrieri.
È una storia convulsa la loro, fatta di sms e di una relazione che proprio non riesce a chiudersi, per ossessione o debolezza che sia. Tanti, troppi capitoli di un incubo che hanno portato la giovane madre più di una volta nella caserma dei carabinieri di Follonica. Guerrini è stato anche in carcere per queste denunce, ma non gli è servito controllarsi. Nell’ultimo periodo si è creata anche una catena per proteggere la donna, tra parenti, amici e persino l’ex marito. Un incubo perenne, nonostante per il piombinese fossero scattati gli arresti domiciliari prima e il divieto di avvicinamento alla donna poi. «State sempre con lei» hanno detto ai familiari i carabinieri, che proprio martedì mattina, l’altro ieri, dopo aver ricevuto un’altra segnalazione dell’uomo sotto casa del suo desiderio, hanno chiesto alla Procura l’aggravamento per il divieto. Richiesta accettata ma arrivata (e sarebbe arrivata comunque) troppo tardi, quando ormai il coltello aveva penetrato il suo petto quasi a sfiorarle il cuore.
È successo tutto in pochi, terribili attimi. La donna viveva con i bambini in casa di suo padre e della sua compagna, in via Petrarca. «Ogni volta che usciva l’accompagnavamo sempre, ovunque andasse» dice la moglie del padre. Ieri mattina però la giovane mamma non ha voluto la scorta con sé. «Tanto ci sono i bambini» ha detto. Come a dire: ci sono loro, non mi farà niente davanti a loro. Ma un incubo è imprevedibile e un’ossessione difficile da domare. Lui infatti, in barba al divieto, la sta aspettando nell’androne del palazzo, con il coltello nascosto nel giubbotto. I due bambini escono di casa con la madre alle 7.30, pronti per andare a scuola. Le porte dell’ascensore si aprono e la donna si trova davanti il suo aggressore. Guerrieri prima fa uscire i piccoli dal portone, poi inizia a discutere e infine tira fuori la lama e colpisce la vittima vicino al cuore.
Il vetro del portone però rende l’immagini sfocate, non invisibili. Le grida della madre, poi, tolgono ogni dubbio. Appena il piombinese si dà alla fuga, i due bambini entrano nell’androne e vedono la loro mamma a terra, ricoperta di sangue.
Allora risalgono le scale, fin all’appartamento del nonno. «Mamma è morta» dicono alla sua compagna. Lei corre giù e vede la ragazza a terra. «Aveva una ferita nel petto – racconta – Allora le ho messo addosso una giacca». «Porta i bambini a scuola, portali via di qui» le ha detto la giovane madre. Intanto, le grida hanno richiamato l’attenzione del vicinato, che ha chiamato il 118 e i carabinieri. La donna è stata trasportata al pronto soccorso di Follonica e poi trasferita con Pegaso all’ospedale Misericordia di Grosseto. Poco dopo, Guerrieri è stato arrestato nella sua casa a Piombino, dove si era rifugiato. I militari lo hanno trovato impassibile e tale è rimasto per tutto il viaggio fino al carcere di Livorno. Del coltello però neanche l’ombra (i carabinieri pensano che possa essersene liberato nel tragitto). I bambini invece sono andati a scuola, così come aveva chiesto la madre, e dopo la campanella sono tornati a casa del nonno. Ancora con gli occhi gonfi di lacrime, impauriti da un incubo che improvvisamente ha preso vita in una grigia mattinata di pioggia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
