Sicurezza
«Manovra errata calare l’ancora destra Scialuppe bloccate»
Costa Concordia, se i naufraghi morti non trovarono posto potrebbe essere dipeso dalle decisioni di Schettino
GROSSETO. Lance e zattere ve n’erano a sufficienza. Ma non per tutte c’era personale abilitato - anzi, su una non c’era affatto personale - e su due di queste imbarcazioni mancava il motorista. Posto, quindi, teoricamente ce ne sarebbe stato nelle fasi di abbandono della Costa Concordia. Eppure tanti, troppi dei 32 morti non avevano trovato posto, come si legge nel capo di imputazione contestato a Schettino e agli ufficiali della nave da crociera.
Perché? Probabilmente, la spiegazione è anche nella manovra del comandante, che la Procura ritiene errata. Perché la relazione tecnica dei consulenti nominati dal gip Montesarchio aveva attribuito una parte non indifferente alla decisione di calare le ancore: «con la nave sbandata già a destra - scrive il pool coordinato dal contrammiraglio Francesco Carpinteri - ammainare l’ancora dallo stesso lato potrebbe aver aumentato il momento inclinante, specie se rimane appesa o se si è posta come ostacolo allo scarroccio della nave; l’ancora di sinistra avrebbe potuto migliorare la situazione creando una forza resistente all’inclinazione a destra dovuta all’imbarco di acqua dalla falla e, probabilmente, avrebbe potuto favorire la messa a mare delle scialuppe di salvataggio da entrambi i lati della nave».
Invece ciò non era potuto avvenire, o quanto meno fino in fondo, perché quando l’inclinazione si era fatta eccessiva, da sinistra non poteva essere calato più nulla. Come era capitato a Maria D’Introno, che aveva trovato posto ma era stata costretta a scendere perché l’imbarcazione non poteva scendere in verticale.
Se gli esperti del gip sostengono che la manovra di dare fondo all’ancora di dritta (destra, ndr), decisa alle 22.45 da Schettino, non è corretta, la Procura dice espressamente nel capo di imputazione che il comandante avrebbe disposto che «le operazioni di ammaino delle scialuppe di salvataggio fossero eseguite inizialmente soltanto dal lato di dritta di modo che, quando la nave ha subito un'ulteriore inclinazione sulla dritta, si è reso impossibile calare a mare tre lance di salvataggio ed alcune zattere di salvataggio poste sul lato sinistro e si sono obbligati i passeggeri a scendere dalle suddette imbarcazioni e a muoversi verso il lato di dritta, quando già era difficile muoversi a bordo».
Gli esperti del gip avevano accertato che a bordo vi erano 26 imbarcazioni di salvataggio (13 per lato), più 34 zattere (17 per lato). Complessivamente, i mezzi di soccorso avrebbero potuto imbarcare 6.115 persone (il numero massimo di persone trasportabili su Costa Concordia era 4.890). Insomma, posto vi sarebbe stato per tutti.
Però per quanto riguarda le lance, l’incidente probatorio ha accertato che non era prevista la figura del motorista nelle imbarcazioni 25 e 26 (una per lato). Per le seconde, l’anomalia era che nonostante la normativa prevedesse una sola unità destinata alla conduzione delle zattere, in 15 c’era addirittura un capo e un vice, in 16 solo un vice, in due solo il capo e in una (la 34) nessuno dei due.
Non tutte le 48 persone incaricate di armate le zattere sarebbero state dotate di certificazione Mams. Un fatto contestato però da Costa Crociere in sede di incidente probatorio, con la riserva di produrre la documentazione che risultava mancante.
Posto c’era, non tutti lo trovarono, non tutte le imbarcazioni erano dotate di personale. Se davvero ciò sia da mettere in relazione all’imperizia della manovra del comandante, adesso dovrà dirlo lo svolgimento del processo.
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