Il Tirreno

Grosseto

Guardia di Finanza da giorni alla Helios Indagini in sede

di Matteo Baccellini
Guardia di Finanza da giorni alla Helios Indagini in sede

Intanto il padre del titolare cerca di sbloccare le pratiche Chiama al telefono i clienti: «Scusate, adesso vi aiutiamo»

3 MINUTI DI LETTURA





di Matteo Baccellini

GROSSETO

Da alcuni giorni la Guardia di Finanza è nella sede della Helios, l’azienda di fotovoltaico che ha fatto fin troppo parlare di sè per inadempienze e debiti. Al setaccio scartoffie e materiali negli uffici di via Smeraldo.

Un passo che appare scontato viste le decine di segnalazioni e di denunce arrivate da mezza Italia nei confronti dell’azienda grossetana, inadempiente con decine di scontenti da tutta Italia. Tutto questo è avvenuto proprio nella settimana in cui, pur lontani dal saldare i debiti con gli ex dipendenti e i fornitori, che anzi, continuano a chiedere quanto dovuto, la Helios, ha deciso di smuovere le acque.

Una positiva novità è dettata dall’entrata in gioco, definiamola così, del padre del titolare Edoardo Calderone, Franco, che si sta adoperando per sbloccare pratiche aperte, consegnare materiali in giacenza da tempi a chi ha contratti già stipulati.

«Diciamo che in mezzo a tutti i problemi che hanno creato - dice un cliente a cui manca la sola connessione per far partire l’impianto - l’azienda sta facendo vedere che è viva, o almeno che vuole salvare la faccia. E che non si è dimenticata di risolvere i problemi di chi è rimasto con il lavoro a metà».

Il tutto con una telefonata da parte del padre del titolare, che con tono sommesso chiede scusa agli arrabbiati all’altra parte del filo. In molti casi ci sono denunce pendenti per i lavori non completati a fronte di laute caparre, o anticipi, versati. Denunce che non saranno ritirate.

«Vi chiedo scusa per quanto è accaduto, vogliamo aiutarvi come possiamo, diteci cosa possiamo fare per attenuare i vostri disagi nei nostri confronti», il tenore della chiamata da parte di Calderone senior. E sul profilo Facebook dell’azienda, che ringrazia i clienti per la pazienza «nonostante le nostre mancanze e il deragliamento dell’ultimo anno» compare anche la scritta ottimistica «la soluzione c’è, siamo noi stessi».

«Sono stato chiamato da Helios - conferma Francesco nel gruppo Facebool dei clienti delusi - il signor Franco ha preso in mano la mia pratica di connessione Enel e la sta portando avanti. Se tutto va bene la settimana prossima dovrei avere l'accettazione del preventivo. Gli ho anche chiesto a nome degli altri clienti di adoperarsi per definire le forniture pendenti a partire da quelle più remote».

Anche Alberto si aggrega alle buone notizie, parziali ma sempre buone: «Stamattina ho ricevuto i pannelli e i relativi componenti utili all'installazione dell'impianto». Sempre grazie all’interessamento di Franco Calderone c’è chi ha ricevuto il certificato di conformità del proprio impianto».

Ma non tutto fila per il verso giusto, oltre alla visita dei finanzieri nella sede dove oramai i dipendenti sono rimasti non più di 25 (erano 90). Tra i delusi da Helios spuntano ancora agenti pubblicitari che hanno crediti da vantare, a quanto pare molto consistenti. «Anche noi agenti reclamiamo il nostro dovuto - dice uno di loro - Che oltre ad aver speso soldi di tasca propria per vendere abbiamo pagato Iva su soldi mai percepiti. Tasse su soldi mai presi».

E poi resta la questione di alcuni contratti che da via Smeraldo sono stati ceduti (in alcuni casi si è trattato di tentativi) da Helios alla neonata società Yellow Italia, intestata alla moglie di Edoardo Calderone. Una vicenda poco chiara che ha fatto parlare anche di distrazioni di beni aziendali.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa