Sicurezza
«Siamo senza futuro» L’amarezza dei lavoratori
All’assemblea della Mabro gli iscritti e i simpatizzanti Cgil siglano un documento Tanti voti alle primarie in fabbrica per i rappresentanti tuttora in carica
GROSSETO. Alla fine, i nomi usciti dalle urne delle primarie all’ex Mabro per i rappresentanti dei lavoratori della Cgil non hanno riservato troppe sorprese. Il quartetto tutt’ora in carica piace ai lavoratori della fabbrica che hanno riconfermato la loro preferenza per Francesca, Manola, Maurizio e Nadia. Aggiungendo anche qualche altra opzione.
In 118, ieri mattina, hanno votato per la creazione della lista che parteciperà alle elezioni della rsu sotto l’egida della Cgil. Su 118 aventi diritto al voto, 95 hanno scelto Francesca Ferrari, 94 Maurizio Giuliarini, 92 Manola Mengozzi e 91 Nadia Perino. Con loro sono state votate anche Vanessa Ciaramitrao con 91 preferenze a parimerito con Miria Baldi, mentre per Lauretta Valdambrini, i voti sono stati due e uno per Elena Moschini. Il passaggio successivo per la creazione della lista dei rappresentanti della Cgil saranno le consultazioni con i candidati, che potranno scegliere se partecipare o meno al rinnovo dei rappresentanti dei lavoratori.
Ieri mattina all’ex Mabro, però, non ci sono state soltanto le primarie della Cgil a tenere banco. Si è svolta l’assemblea dei lavoratori, per fare il punto della situazione sulla cigs e sull’andamento dell’azienda.
I lavoratori hanno firmato un documento per denunciare quello che sta accadendo all’ex Mabro. Un documento che per certi versi ricalca la lettera inviata a fine novembre a Enrico Rossi, a Gianfranco Simoncini, a Leonardo Marras, Emilio Bonifazi, ai segretari provinciali dei sindacati e di categoria di Cgil, Cisl e Uil. «Il lavoro è mancato sempre più - scrivono i lavoratori di abbigliamento Grosseto - e devono ancora essere corrisposte le retribuzioni di dicembre, gennaio e febbraio, il concordato di Royal Tuscany si accinge a recuperare una cifra che supera il milione di euro». Alle rsu che hanno partecipato ieri mattina all’assemblea non è andata giù l’accusa di essere resposnabili della disastrosa situazione. «Ogni volta che si avvicina un appuntamento importante o un momento delicato ecco apparire brevetti rivoluzionari e contratti favolosi, con Versace, con i francesi, con i cinesi, con gli americani, che poi si dimostrano essere solo patetiche bufale - scrivono - questa volta sono gli arabi che avrebbero dovuto visitare l'azienda, ma, guarda caso, hanno rinviato per colpa di chi ha divulgato la notizia del recupero dei crediti di Royal Tuscany. Non si tratta di auspicare il fallimento, si tratta di guardare in faccia la realtà, di vagliare i fatti e di prendere atto che la attuale gestione è incapace di dare un futuro all'azienda. Si tratta di intervenire prima che la situazione diventi irrecuperabile».
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