Il Tirreno

Grosseto

«Schettino non scese per ultimo»

«Schettino non scese per ultimo»

Il pool lo ritiene responsabile di abbandono di centinaia di persone

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GROSSETO. Lui nega di aver abbandonato la nave: dice di essere stato oblbigato a scendere dall’inclinazione e di non aver avuto la possibilità, pur volendolo, di risalire a bordo. Ma secondo la Procura, il gesto di Francesco Schettino è solo e soltanto questo: abbandono di nave.

Il pool ricostruisce l’accusa - la più infamante per un comandante - in uno dei passaggi della richiesta di rinvio a giudizio. A Schettino viene contestato di «non essere sceso per ultimo da bordo della nave Costa Concordia, della quale era comandante, durante l'abbandono della medesima (in pericolo, siccome in fase di naufragio)». Secondo il procuratore capo Verusio e i sostituti Navarro, Leopizzi e Pizza, Schettino si sarebbe allontanato «dopo essersi portato sulla passeggiata esterna del ponte 3, lato dritto - entro le ore 00.17, salendo sul tetto di una scialuppa di salvataggio e scendendo subito dopo a terra in località Gabbianara, così al contempo abbandonando centinaia di persone (passeggeri e membri dell'equipaggio della medesima nave), delle quali doveva avere cura nella sua qualità di comandante, incapaci di provvedere a sé stesse (in particolare, poiché ancora a bordo, privi di effettiva assistenza e concreto coordinamento, nonché di adeguate disposizioni, in fase di naufragio - con inclinazione trasversale rilevante e crescente, allagamento progressivo di plurimi locali, incipiente rischio di sommersione - ed in ora notturna)».

Imputato come lui per omicidio colposo in relazione al disastro è anche il timoniere indonesiano, Jacob Rusli Bin, entrato nel procedimento al termine dell’incidente probatorio. Lui, che era di guardia in sottordine dalle 20 alle 24 e addetto al timone a partire dalle ore 21.35, non avrebbe capito subito gli ordini impartiti dal comandante. Avrebbe omesso, secondo l’imputazione, «di dare tempestiva esecuzione agli ordini di "Port Ten" ("Dieci gradi a sinistra") e "Port Twenty" ("Venti gradi a sinistra") impartiti dal comandante Francesco Schettino, rispettivamente, alle ore 21.44.44 e 21.44.46, e in particolare portando il timone fino a 19,9° a dritta, avvedendosi autonomamente dell'errore alle 21.44.55 e quindi ruotando il timone verso sinistra, impostando a 19,5° a sinistra solo alle 21.44.57».(p.s.)

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